Frodi sui fondi Ue per agricoltura e sviluppo regionale, Italia al quarto posto

Secondo un report dell'Olaf il nostro Paese è tra quelli che fanno registrare più irregolarità dopo Spagna, Romani e Polonia. L'agenzia lo scorso anno ha permesso il recupero di oltre 3 miliardi al bilancio comunitario

In Italia si commettono troppe irregolarità nella gestione dei fondi comunitari per lo sviluppo regionale e l'agricoltura. L'Olaf, l'Autorità anti-frode dell'Ue, nel suo ultimo report sul quinquennio 2013-2017 posiziona il nostro Paese al quarto posto nell'Unione europea per questo tipo di irregolarità.

Oltre 4mila irregolarità in Italia

Nel periodo della rilevazione, l'Olaf afferma che l'Italia ha individuato 4.101 irregolarità, alcune fraudolente alcune no, dovute cioè a una cattiva gestione ma non con intento criminale, equivalenti all'1,27% dei fondi. Quello italiano è il quarto dato più alto in tutta l'Unione: ci precedono la Spagna con 11.161 irregolarità, la Romania (5.759) e la Polonia (5.461). La Germania fa registrare solo 1.771 casi, la Francia 1.240, mentre il Regno Unito pure non mostra un'ottima performance con 3.062 casi. Il Paese con meno irregolarità individuate è il piccolo Lussemburgo: solo 2 nel periodo 2013-2017.

La frode degli hovercraft

Un'indagine Olaf ad esempio ha scoperto un sistema con cui sono stati sottratti nel nostro Paese più di 1,4 milioni di euro di fondi dell'Unione europea, destinati a prototipi di hovercraft, aeroscafi anfibi utilizzati per rispondere alle emergenze. Un consorzio a guida italiana, con partner in Francia, Romania e Regno Unito, era stato incaricato di creare due prototipi da utilizzare come veicoli nautici di emergenza in grado di raggiungere aree remote in caso di incidenti ambientali.

Durante i controlli sono stati trovati solo dei componenti smontati di un hovercraft mentre un altro è stato completato solo dopo la scadenza del progetto, mostrando così agli investigatori che al fine di ottenere i fondi Ue, i partner italiani avevano falsamente attestato l'esistenza delle condizioni strutturali ed economiche necessarie per realizzare il progetto. Ma non solo, l'indagine ha anche scoperto che il partner britannico del progetto (che richiedeva la partecipazione di aziende di più Paesi membri insieme) non esisteva, ma era stato creato fittiziamente allo scopo di partecipare alla gara. In questo modo, non solo si falsificava l'effettivo sviluppo del progetto, ma si usava questo trucco anche per deviare fondi, registrando costi fittizi nel Regno Unito per interventi che non sono mai stati fatti e i soldi in realtà vennero utilizzati per estinguere un mutuo su un castello.

Solo nel 20187 l'Olaf ha aperto 215 indagini e concluso 197 inchieste in base alle quali ha emesso 309 raccomandazioni alle autorità competenti dell'Ue. A seguito delle indagini concluse nel corso dell'anno, l'agenzia ha permesso il recupero di oltre 3 miliardi di euro per il bilancio dell'Ue.

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