Dal Parlamento Ue primo sì al Fondo europeo per la Difesa

Con una dotazione di 500 milioni di euro promuoverà la cooperazione transazionale e la creazione di progetti innovativi. Il socialista Paşcu: “Colmeremo il divario tra la ricerca e l'acquisizione di capacità militari”

L'Ue sta gettando le basi per la creazione di un Fondo europeo per la difesa che consenta, nel biennio 2019/2020, di avviare investimenti fino a 500 milioni di euro per promuovere la cooperazione transnazionale tra partner strategici nel settore e rafforzare i progetti di difesa di nuova generazione. Dopo l'accordo informale raggiunto con il Consiglio, la commissione Industria del Parlamento europeo ha approvato formalmente il Programma europeo di sviluppo dell'industria della difesa (Edidp).

“L'Edidp segna un momento importante per la nostra Unione, essendo parte della decisione cruciale di investire fondi comuni Ue nello sviluppo di capacità. Supportando le imprese di difesa europee, in particolare le Pmi e le mid-cap, nella fase di sviluppo delle capacità e delle tecnologie militari, il programma è progettato per colmare il divario tra la ricerca e l'acquisizione di capacità militari”, ha spiegato l'eurodeputato Ioan Mircea Paşcu, coordinatore S&D per la sicurezza e la difesa. Per il socialista “in sinergia con altre iniziative come la cooperazione strutturata permanente (Pesco), l'Edidp renderà la cooperazione la norma nella sicurezza e nella difesa europee assistendo e sostenendo gli Stati membri affinché le spese siano sagge”, ed inoltre “contribuirà a raggiungere l'autonomia strategica dell'Unione consolidando l'industria europea della difesa e aumentando la sua competitività”.

I fondi saranno messi a disposizione di consorzi composti di almeno tre società, pubbliche o private, con sede in almeno tre diversi Stati membri dell'Ue allo scopo di finanziare lo sviluppo di nuovi e più avanzati prodotti e tecnologie che siano però frutto di un lavoro transnazionale.

“Mentre la Commissione europea ha suggerito un coinvolgimento minimo di due Stati membri per avviare un progetto qualificato, il nostro gruppo ha alzato il livello a tre, perché contrario a un modello bilaterale che ha già fallito in passato, e ha chiesto una collaborazione europea equa e genuina in cambio dell’erogazione di fondi europei”, ha rivendicato il relatore ombra S&D, Miroslav Poche. Secondo l'eurodeputato “non è un segreto che le società di difesa siano riluttanti a cooperare l'una con l'altra”, mentre adesso per accedere ai finanziamenti saranno spinte a farlo.

L'obiettivo del programma è quello di creare specifiche tecniche comuni, agevolando gli studi di fattibilità e accelerando l’ideazione di prototipi, il collaudo e la certificazione di prodotti di difesa nuovi e aggiornati per rafforzare l'autonomia strategica dell'Europa.

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