In Europa ci sono 9 milioni di "lavoratori zombie", destinati a perdere il posto nel 2021

Allianz stima che la ripresa debole favorirà la disoccupazione nei settori come l'edilizia, la vendita al dettaglio e i servizi di ristorazione. E il gigante delle assicurazioni chiede interventi per sostenere redditi e riqualificazione professionale

Foto Ansa EPA/DAN ANDRSON

In tutta Europa sono circa 9 milioni i lavoratori che perderanno il posto nel 2021 per colpa della ripresa debole. A contarli è stata la società finanziaria Allianz, numero uno a livello Ue nel settore delle assicurazioni. L'impresa tedesca definisce “zombie” gli impiegati prossimi a perdere il lavoro, che corrispondono a circa il 20% della manodopera europea attualmente soggetta a turni ridotti e dunque a programmi di cassa integrazione o contratti di solidarietà. Per salvare i 9 milioni di europei vicini al licenziamento, si legge nello studio dell’Allianz sul mercato del lavoro, occorrono “politiche ad hoc per evitare la disoccupazione di massa posticipata”.

I settori più colpiti

“Quasi un terzo della forza lavoro europea - si legge ancora - attualmente  beneficiano di piani nazionali di sostegno all’occupazione”. Tenendo conto delle prima cinque economia europee - Germania, Regno Unito, Francia, Italia e Spagna - si arriva a circa 45 milioni di persone in cassa integrazione. “Oggi i politici europei stanno ricalibrando le politiche di occupazione parziale verso regimi più lunghi, ma meno generosi”, nota il gigante delle assicurazioni. I settori che riceveranno la maggior parte dei sussidi messi a disposizione sono: trasporti e stoccaggio, alloggi e servizi alimentari, arte, intrattenimento e ricreazione, commercio e costruzioni. 

Regole e comportamenti che incidono in negativo

Si tratta dei settori che rimarranno colpiti dalle attuali restrizioni sanitarie e dalle norme sul distanziamento sociale “che limitano il numero di persone in ristoranti o negozi e vieta in assoluto viaggi o eventi internazionali”. A incidere sulla situazione dei settori in crisi sarà anche “il distanziamento sociale autoimposto” che “influenzerà in particolare il consumo di beni e servizi che richiedono un contatto diretto con il cliente”, come le attività ricreative o di vendita al dettaglio.

Italia tra i Paesi più a rischio

Allianz calcola che i lavoratori più a rischio siano circa il 6% del totale. “I posti di lavoro zombie - si legge nello studio - sono più numerosi nel Regno Unito, in Italia e in Spagna - poiché questi Paesi vantano quote relativamente maggiori di settori ad alta intensità di lavoro come l'edilizia, la vendita al dettaglio, l'alloggio e i servizi di ristorazione - e meno in Germania”. “In questo contesto - sostiene l’Allianz - è urgente e importante combinare politiche attive del mercato del lavoro (riqualificazione, intermediazione) con sussidi salariali”. Il gigante dei servizi finanziari chiede inoltre “programmi complementari per sovvenzionare nuovi assunti, in particolare giovani in cerca di lavoro a rischio di ‘traumi’ nella transizione scuola-lavoro”, ma anche aiuti ai dipendenti “che scelgono la mobilità e la riqualificazione”.

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