Donne, lavoro e politica: in Italia si riduce la distanza dagli uomini, ma restiamo sotto la media Ue

Secondo lo scoreboard della Commissione europea, negli ultimi anni i progressi nel nostro Paese sono stati tre volte superiori che negli altri Stati membri

ANSA/ MASSIMO PERCOSSI

Il gender gap è un problema ancora molto forte nella nostra società ma qualcosa in Italia sembra cambiare in meglio. Il report 2018 sull'uguaglianza tra uomini e donne della Commissione europea afferma che il punteggio attuale nell'Ue è, nello scoreboard che tiene conto di diversi fattori (dagli stipendi, all'accesso ai ruoli dirigenziali, alla partecipazione alla vita politica e altro), in media 66,2 su 100. Il trend è in crescita ma purtroppo troppo lenta, essendo la media cresciuta solo di 4 punti negli ultimi 10 anni. Il Paese con il punteggio più alto è la Svezia (82,6), dove le differenze sono minori, mentre la Grecia ha il risultato peggiore con 50 punti. La buona notizia per l'Italia è che il nostro Paese, pur essendo sotto la media Ue con 62,1 punti, è quello che risulta più migliorato, facendo registrare una crescita di 12,9 punti negli ultimi 10 anni. Un incremento tre volte superiore agli altri e che ci ha permesso di raggiungere la 14esima posizione nella classifica.

"La questione della parità di genere è prioritaria, ma all'atto pratico i progressi sono ancora lenti. Affinché si verifichi un reale cambiamento per le donne, dobbiamo trasformare la consapevolezza e le intenzioni in azioni concreto”, ha affermato il primo vicepresidente della Commissione europea, Frans Timmermans. La relazione 2018 sulla parità di genere indica che in alcuni settori i progressi sono in fase di stallo: le donne si fanno ancora carico della maggior parte delle responsabilità di assistenza nelle famiglie, il divario retributivo di genere è fermo da anni al 16% e la violenza contro le donne resta un problema.

Dalla relazione emerge che ancor oggi le donne affrontano difficoltà in diversi settori. Pur essendo più istruite degli uomini (il 44% delle donne tra i 30 e i 34 anni disponeva di una qualifica universitaria nel 2016 rispetto al 34% degli uomini), le donne europee sono ampiamente sotto rappresentate nelle posizioni decisionali all'interno delle imprese e continuano a guadagnare in media il 16% in meno rispetto agli uomini. Anche il politica secondo lo studio le donne non sono sufficientemente rappresentate. In sei paesi (Grecia, Croazia, Cipro, Lettonia, Ungheria e Malta) rappresentano meno del 20% dei membri del Parlamento. Purtroppo il problema è anche di mentalità, con i cittadini che mostrano una certa tendenza retrograda. In media, il 44% degli europei pensa che le donne debbano occuparsi della casa e della famiglia e in un terzo degli Stati membri più conservatori a pensarla così è addirittura il 70% dei cittadini. Anche la violenza è ancora troppo diffusa: una donna su tre ha subito violenza fisica e/o sessuale fin dai 15 anni di età e ben il 55% ha subito molestie.

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