Mercoledì, 4 Agosto 2021
Lavoro

"Dimezzare i sussidi di disoccupazione", la proposta del ministro olandese in piena crisi Covid

L'idea del titolare dell'Economia Wopke Hoekstra, balzato agli onori delle cronache italiane per essersi opposto con forza agli aiuti Ue ai Paesi più colpiti dalla prima ondata della pandemia. Il 17 marzo i Paesi bassi al voto. E le posizioni frugali sembrano premiare

Il ministro dell'Economia olandese Wopke Hoekstra (a sinistra) con il premier Mark Rutte

In Italia è balzato agli onori delle cronache quando, con il Paese colpito duramente dalla prima ondata di Covid-19, si oppose con decisione alla proposta di destinare aiuti Ue straordinari a Roma. E anzi invitò la Commissione europea a indagare sulle casse dello Stato italiano "per capire i motivi per cui non ha abbastanza spazi di bilancio per rispondere all'impatto economico della crisi". Parole che il premier portoghese Antonio Costa definì ripugnanti. E' passato quasi un anno esatto da allora, e nonostante la crisi sanitaria abbia alla fine varcato anche i confini dell'Olanda, il ministro dell'Economia Wopke Hoekstra non ha perso il suo smalto "frugale". E in piena campagna elettorale ha proposto una drastica riduzione dei sussidi di disoccupazione. Attirandosi feroci critiche.

La proposta "indecente"

Hoekstra, che è il leader dl Cda, il secondo partito olandese stando ai sondaggi e il principale alleato della coalizione che ha retto il governo di Mark Rutte in questi anni, ha spiegato che il suo piano prevede la riduzione del periodo di copertura degli assegni di disoccupazioni: non più sussidi fino a 2 anni dalla perdita del lavoro, ma limite massimo di 1 anno. La misura, secondo i calcoli del ministro uscente, porterebbe risparmi annuali alle casse pari a circa 600 milioni di euro. 

La proposta, come da attese, ha acceso il dibattito, visto che le urne per il rinnovo del Parlamento e del governo si apriranno il prossimo 17 marzo. A sinistra, i laburisti hanno bollato il piano come "totalmente indecente" e critiche simili sono arrivate da socialisti e verdi. Anche il leader del principale partito di destra Geert Wilders ha attaccato la proposta, e gli altri due alleati del governo Rutte (D66 e il partito cristiano Cu) hanno preso le distanze, definendo il piano non appropriato in questa fase.

Sempre più disoccupati

Del resto, il numero di persone rimaste senza lavoro nel Paese sta lievitando a causa della crisi: secondo le previsioni della Commissione Ue, nel 2021 il tasso di disoccupazione dovrebbe essere del 6,4% contro il 3,4% del 2019. E anche nel 2022 il livello resterà alto. In più, le parole di Hoekstra arrivano dopo mesi di polemiche per lo scandalo degli assegni famigliari tolti ingiustamente dallo Stato olandese a migliaia di famiglie a basso reddito, spesso immigrate. 

Il leader del secondo partito liberale (e liberista) però si difende dalle accuse, sottolineando che la sua proposta è sì di diminuire il periodo di copertura della disoccupazione, ma al contempo di aumentare la generosità degli assegni per i primi 6 mesi, portandoli al 90% (2 mesi) e all'80% (per 4 mesi) del salario percepito prima di perdere il lavoro rispetto al 70% attuale. "Hanno fatto lo stesso in Svezia e Danimarca", ha aggiunto Hoekstra citando tra l'altro altri due Paesi del blocco dei frugali europei. 

Frugali premiati dai sondaggi

All'interno della coalizione di governo, l'unico a non aver ancora commentato il piano è stato il premier Rutte. Il quale, nonostante il cedimento sul Recovery fund e lo scandalo degli assegni famigliari che lo ha portato a rassegnare le dimissioni (nella pratica virtuali), sembra volare verso la riconferma. I sondaggi danno il suo partito, il Vvd, nettamente in testa. Seguito a distanza dal Cda di Hoekstra e dal Pvv di Wilders. Un'analisi della banca olandese Ing sui programmi elettorali dei partiti dell'attuale governo Rutte ha messo in luce una posizione meno frugale rispetto a quella tenuta prima del Covid: più spese (soprattutto in istruzione, mobilità, difesa e sicurezza), ma anche più tasse su patrimoni e profitti (che a dirla tutta sono oggi a livelli da paradiso fiscale). Di contro, Ing prevede anche dei tagli settoriali, e la voce di bilancio più colpita, almeno stando ai programmi, sarà proprio quella sulla sicurezza sociale. Essere frugali, dunque, sembra pagare. Almeno in Olanda.  

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