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Il debito pubblico dell’Eurozona cala. Ma quello dell’Italia cresce

Il confronto tra gli ultimi trimestri del 2017 e del 2018 fa segnare un aumento dello 0,8%. Peggio di noi solo Grecia e Cipro. Mentre nel resto dei Paesi Ue il trend è negativo

Il peso del debito pubblico sull’economia italiana non solo resta elevato, ma continua persino a crescere. Mentre nella stragrande maggioranza dei Paesi Ue il trend è negativo. E’ quanto emerge dalle ultime rilevazioni Eurostat, che prendono in esame l’ultimo trimestre del 2018.

Tra ottobre e dicembre dello scorso anno il rapporto tra debito pubblico e Pil dell'Eurozona è sceso all'85,1%, con una riduzione rispetto allo stesso periodo del 2017 dell’1,9%. In Italia, invece, il debito grava sul Pil per il 132,2%, con un aumento dello 0,8% nel giro di un anno. Peggio di noi fanno solo Grecia e Cipro, mentre tutti gli altri Stati membri tanto dell’area Euro quanto dell’Ue (esclusa la Francia, il cui rapporto debito/Pil resta invariato) fanno segnare un deciso miglioramento dei conti. Come la Germania, che fa registrare un calo del 3,6%.

Andando al dettaglio del debito pubblico complessivo dei 28 Paesi dell’Unione europea, il valore in euro è di 12.715 miliardi. I titoli di Stato rappresentano l'81,6% del debito. Il resto è composto da prestiti (14,2%), liquidità e depositi (4,1%). La quota di prestiti intergovernativi ammontava al 2% nell'area euro e all'1,5% nell'Ue. 
 

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