"Debito al 60%? Obiettivo inutile e irrealistico" secondo gli stessi esperti Ue

Lo European Fiscal Board avverte che anche il Recovery Fund non sarà abbastanza per rilanciare l’economia europea. E con i deficit fuori controllo, gli economisti chiedono più investimenti a Bruxelles

European Union, 2019

Occorre sbarazzarsi al più presto della soglia del debito al 60% in rapporto al Pil, stabilita nel Trattato di Maastricht, perché “non serve a nulla avere un obiettivo irrealistico”. A chiederlo è lo European Fiscal Board con una raccomandazione presentata ieri alla Commissione europea nella quale si mette in guardia sui crescenti passivi dei Paesi Ue. L’organismo indipendente, il cui compito è appunto quello di dare consigli all’esecutivo comunitario, raccomanda a Bruxelles di adottare obiettivi alla portata delle economie nazionali alle prese con il contrasto agli effetti economici del coronavirus, 

I debiti in crescita

“Non serve a nulla avere un obiettivo non realistico”, ha detto il presidente dell’organizzazione, Niels Thygesen, ai giornalisti che hanno partecipato alla videoconferenza di presentazione del documento. Gli obiettivi stabiliti quasi trent’anni fa in relazione ai bilancio dell’allora neonata Unione europea, secondo Thygesen vanno “guardati in modo critico". La raccomandazione arriva alla luce di un dato di fatto, ovvero che l'impatto del coronavirus spingerà i livelli dei debito pubblici dei Paesi europei ben al di sopra della soglia limite del 60%, oltre la quale si andrebbe incontro alle conseguenze contenute nel Patto di stabilità e crescita, la cui applicazione è stata sospesa negli ultimi mesi per dare fiato ai Governi. Ridurre i livelli del debito alla soglia concordata richiederebbe sforzi senza precedenti per le economie europee. Un impegno esagerato, secondo Thygesen.

Obiettivi su misura per i Paesi in difficoltà

Si prevede infatti che il debito aggregato dei Paesi Ue sfonderà la soglia psicologica del 100% in rapporto al suo Pil totale, attestandosi entro la fine dell'anno intorno al 102%. La lista degli Stati che si attesteranno su un rapporto tra il debito strutturale e la ricchezza prodotta vicino o superiore al doppio del ‘massimo’ consentito dal Trattato di Maastricht arriverà a includere non solo Grecia e Italia ma anche il Portogallo, la Francia e la Spagna. Per tale motivo, lo European Fiscal Board starebbe lavorando a una proposta per assegnare specifici obiettivi di debito agli Stati membri in base allo stato di salute delle economie nazionali. La proposta di traguardi economici che tengano conto della specificità delle 27 economie Ue potrebbe trovare spazio nella relazione annuale prevista per ottobre. Ma le raccomandazioni degli esperti non si fermano qui. 

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L'allarme sugli investimenti

Thygesen ha infatti presentato anche una valutazione sulla politica economica dell’eurozona, nella quale si lancia un allarme sui mancati investimenti, fermi al palo dalla crisi del 2010. Il Fiscal Board ha chiesto quindi maggiori investimenti pubblici negli Stati membri e gli esperti si spingono a sostenere che la proposta di bilancio europeo integrata dal Recovery Fund da 750 miliardi di euro non sarà sufficiente per aumentare il potenziale di crescita dell'Europa.

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