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Dazi Usa, Trump prende tempo. Ma Ue non ci sta: "Non negoziamo sotto minaccia"

Il capo della Casa bianca ha posticipato di un mese l'entrata in vigore delle tariffe su acciaio e alluminio importati dai paesi Ue. Tajani: "Esenzione sia permanente"

I dazi Usa contro l'Europa posso attendere un altro mese. Il capo della Casa bianca, Donald Trump, ha deciso di posticipare al prossimo 1 giugno la decisione sulle tariffe all'import negli Stati Uniti di acciaio e alluminio dall'Unione europea e da altri paesi alleati. Ma il rinvio non basta a Bruxelles che avverte di non voler "negoziare sotto minaccia" e chiede più certezze per i mercati con un'esenzione stabile.

Le tariffe del 25% sull'acciaio e del 10% sull'alluminio importati negli Stati Uniti sarebbero dovute entrare in vigore dal 1 maggio. Il rinvio della decisione sull'imposizione dei dazi riguarda, oltre che l'Unione europea, anche il Canada e il Messico mentre sono stati raggiunti accordi "di principio" con Argentina, Australia e Brasile, "per i quali saranno presto finalizzati i dettagli".

Ue: non negoziamo sotto minaccia

La commissaria europea al Commercio, Cecilia Malmstrom, ha sottolineato che "l'Ue ha costantemente espresso la volontà di discutere le attuali questioni di accesso al mercato di interesse per entrambe le parti, ma ha anche chiarito che, come partner e amico di lunga data degli Stati Uniti, non negozieremo sotto minaccia. Il negoziato deve essere equilibrato e reciprocamente vantaggioso".

Sulla stessa linea la deputata del Parlamento europeo, Alessia Mosca (Pd): "Trump ha, di fatto, completamente scavalcato l'Organizzazione mondiale del commercio decidendo di risolvere i problemi in maniera arbitraria e unilaterale, usando lo strumento dei dazi come leva per costringere i partner a negoziare nuove condizioni. Appoggio, dunque, completamente il messaggio inviato dalla Commissione, la quale ha ribadito che non intende negoziare sotto minaccia".

Per il presidente del Parlamento europeo, Antonio Tajani (Fi), "l'esenzione dalle tariffe solo fino all'1 giugno non è sufficiente. L'incertezza è dannosa per l'industria su entrambe le sponde dell'Atlantico. Ci aspettiamo che l'Ue sia esentata una volta per tutte. Noi giochiamo secondo le regole, lavoriamo insieme per isolare chi non lo fa".

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