Dalle impiccagioni al concertone, perché si festeggia il Primo Maggio

Musica a Roma ed in altre piazze mentre si celebrano i morti dello sciopero statunitense del 1886 indetto per chiedere il rispetto del limite delle otto ore di lavoro al giorno. La storia di una Festa lunga 132 anni

Manifestazione del Primo Maggio 2018 ad Istanbul. EPA/SEDAT SUNA

Primo maggio, 8 ore, 11 morti e 5 esecuzioni. Non è una questione di numeri ma di lotte, sangue, sudore, dolore e lacrime. Quello che oggi è soprattutto un concertone è una ricorrenza che affonda le sue radici nel primo maggio del 1886. In un primo maggio come oggi, allora in tutti gli Stati uniti iniziava uno sciopero per chiedere una cosa che è diventata con gli anni sacrosanta e quindi di nuovo a rischio: la giornata lavorativa di 8 ore. 

La rivolta di Haymarkt

Lo scioperò andò avanti fino al 4 maggio quando a Chicago scoppiò la sanguinosa rivolta di Haymarket, un pacifico presidio di lavoratori ed anarchici trasformato in una battaglia campale per l'intervento della polizia e il conseguente lancio di un ordigno esplosivo, che uccise un agente. A quel punto le forze dell'ordine aprirono il fuoco, al suolo rimasero altre 11 persone, di cui 7 poliziotti uccisi dal fuoco amico, 3 sindacalisti finirono in carcere e 5 tra sindacalisti ed anarchici all'impiccagione. 

Operai ed anarchici manifestavano per ottenere la giornata lavorativa di 8 ore, un limite peraltro già stabilito per legge, dalla la legge Ingersoll, ma che i datori di lavoro non rispettavano. Fu questa la miccia per il Primo Maggio che conosciamo oggi, peraltro meno ludico di adesso, una miccia fatta di migliaia di lavoratori licenziati, arrestati o feriti, la grande maggioranza immigrati europei.

Una festa internazionale

Tre anni dopo la Seconda Internazionale tenutasi a Parigi lanciava l'idea era di rendere omaggio ai martiri di Chicago, istituendo quella che ancora oggi si festeggia come la giornata dei lavoratori. Paradossalmente negli Stati Uniti, e pure in Canada, la celebrazione veniva spostato al primo lunedi nel mese di settembre per il timore che il movimento socialista potesse rafforzassi con le celebrazioni e così scomparve il Primo Maggio, sostituito dal Labour Day. 

Il Primo maggio in Italia, l'appropriazione fascista

L'Italia ratificava la festa dei lavoratori due anni dopo, nel 1891, ma per vedere approvata la legge sulle otto ore di lavoro, la rivendicazione da cui nasce, bisognerà aspettare il 1923, quando una, peraltro molto ambigua, legge fascista imponeva, per quanto con un assolutamente deficitario sistema di controllo, le 8 ore di lavoro al giorno. 

L'anno dopo, la celebrazione veniva spostata dal Primo Maggio al 21 aprile, in coincidenza del Natale di Roma, divenendo per la prima volta giorno festivo, ma depurato da qualsiasi connotazione socialista per chiamarsi "Natale di Roma – Festa del lavoro". 

La fine della Guerra, l'URSS, Portella della Ginestra, il Vaticano

Ci vorrà la fine della Seconda Guerra Mondiale per tornare alle origini, al Primo Maggio ed in più mantenendo la festività. Una giornata che acquisisce una ruolo sempre più importante grazie al fervore vissuto nei paesi del blocco sovietico e nella stessa URSS, alle prese con una poderosa industrializzazione forzata, sul tema del lavoro e per l'auge dei partiti di sinistra nei paesi dell'Europa Occidentale.

Nel 1947 in Italia si tornò alle origini, con la strage di Portella della Ginestra, in provincia di Palermo, quando si suppone che la banda di Salvatore Giuliano sparò su un corteo di circa duemila lavoratori in festa, uccidendone undici e ferendone una cinquantina. Altre fonti sostengono che tale sparatoria fu organizzata dai "servizi segreti", al fine di poter accusare e screditare agli occhi dei cittadini Salvatore Giuliano con la sua banda.

Un evento cruento che non fece che rafforzare la celebrazione del giorno dei lavoratori, tanto che anche il Vaticano fu costretto ad abbracciare la causa, a modo suo, con Papa Pio XII che nel 1954 dichiarò il Primo Maggio il giorno di San Giuseppe Lavoratore. Il suo obiettivo era quello di dare un tocco cattolico a un giorno che fino ad allora era ostile alla religione e, secondo il pontefice, basato sull'odio.

E il concertone

Invece di odio, la festa e dal 1990 CGIL, CISL e UIL, assieme al Comune di Roma, decidono di celebrare il Primo Maggio in maniera assai più festiva che rivendicativa, con l'intenzione di avvicinare i giovani ai temi del lavoro attraverso l'esca della musica. In quella prima edizione sfileranno i big della italiani, giovani (allora) a vecchi (già), dai Casino Royale a Gianni Morandi, passando per Litfiba, Zucchero e Pino Daniele, con ospiti stranieri Bob Geldof e Miriam Makeba. Quest'anno è il turno del rap, la musica cambia, come il mondo del lavoro, che nell'era della precarietà pare dimenticarsi di quel limite delle 8 ore per cui vennero impiccati 5 sindacalisti 132 anni fa.  

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