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Foto Ansa EPA/STINA STJERNKVIST

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Dal punto di vista economico la strategia dell'immunità di gregge in Svezia ha pagato

La contrazione del Pil è stata minore della media europea e molto inferiore a quella di Paesi come Spagna, Francia e Italia, mantenendo tra l'altro un tasso di mortalità più basso

La strategia dell'immunità di gregge sembra che al momento stia portando alla Svezia i risultati sperati. Dall'inizio della pandemia Stoccolma ha deciso di non imporre misure draconiane per frenare la diffusione del coronavirus allo scopo di tutelare lo stile di vita dei suoi cittadini e soprattutto l'economia.

E a guardare i dati al momento l'obiettivo sembra essere stato centrato. Secondo i dati dell'ufficio di statistiche locali il Paese ha avuto una performance migliore rispetto agli altri Stati membri dell'Ue che hanno adottato misure più rigorose. Certo nel trimestre aprile-giugno c'è stata la maggiore caduta degli ultimi 40 anni, ma se l'Unione europea nel suo insieme ha registrato una contrazione dell'11,9%, nello stesso periodo, con Spagna, Francia e Italia che hanno fatto ancora peggio, con le loro economie in contrazione rispettivamente del 18,5, 13,8 e 12,4 per cento, in Svezia la riduzione del Pil è stata solo dell'8,6 per cento. Una percentuale più bassa anche del colosso Germania (-10%), il Paese che sembra aver fatto meglio di tutti nel contenimento del contagio sia sulla salute della popolazione che nelle sue ripercussioni sull'economia.

"È una caduta storica, ma, allo stesso tempo, minore di quella che c'è stata in molti altri paesi, e in realtà meno di quanto mi aspettassi a giugno", ha rivendicato la ministra delle Finanze Magdalena Andersson. Durante il picco dei contagi le misure di quarantena sono state minime: sono state vietate le riunioni pubbliche di oltre 50 persone e le persone anziane, fragili o con sintomi sono state invitate a rimanere a casa ma il governo ha lasciato aperte scuole, negozi e ristoranti, puntando solo su distanziamento sociale e senso di responsabilità dei cittadini.

In tutti nel Paese ci sono stati 81.540 casi e 5.760 decessi su una popolazione di circa 10 milioni di abitati, circa 565 morti per ogni milione di abitanti, un tasso tra i più alti del mondo (e molto più alto di quello dele vicine Danimarca, Finlandia e Norvegia), ma comunque più basso di quello di Belgio, Regno Unito, Perù, Spagna e anche Italia, tutti Paesi che hanno scelto il lockdown duro, anche se una valutaziine reale sulle proporzioni di contagio e decessi si potrà fare solo più in là.

Nonostante le critiche (e anche qualche autocritica) lo stratega della strategia dell'immunità di gregge, Anders Tegnell, ha sempre rivendicato la correttezza della scelta e così anche il governo di Stefan Löfven, che ha anche acconsentito a lanciare un'inchiesta indipendente sulla gestione dell'epidemia, per valutare se è stata gestita nel migliore dei modi.

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