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Giovedì, 9 Dicembre 2021
Lavoro

"L'Europa punti sul nucleare per fermare il caro bollette": la proposta della Francia

Parigi elogia il suo "modello" energetico e propone di usare i fondi per la transizione ecologica per costruire nuovi reattori

Il nucleare è la soluzione ai problemi della crisi energetica e del caro bollette. È quanto sostiene il governo francese, che - in vista di una due giorni di riunioni tra ministri delle Finanze dell'Ue - ha fatto circolare la proposta di includere l'energia nucleare tra le alternative 'verdi' da sostenere con i fondi europei. Il ministro dell'Economia francese, Bruno Le Maire, ha rivendicato i contenuti della proposta, riportati ieri mattina da Politico.

Le parole di Le Maire

Al suo arrivo a Lussemburgo, dove ieri si è riunito l'Eurogruppo in vista del Consiglio Ecofin di oggi, Le Maire ha sottolineato che "se vogliamo avere fornitura elettrica senza emettere altra Co2" occorre fare in modo che "la produzione nucleare sia una delle risposte chiave". Oltre al tema della sostenibilità ambientale, il ministro francese ha anche ricordato che i problemi dell'Europa in fatto di caro bollette e approvvigionamento energetico sarebbero ancora più gravi se non ci fossero 56 reattori nucleari in funzione sul suolo francese.

"Grazie al modello francese abbiamo maggiore indipendenza", ha evidenziato il ministro che ha definito "cruciale" puntare sull'autonomia energetica. "Non vogliamo essere dipendenti da forniture che arrivano dall'estero" e "questo è il cuore del modello francese", ha affermato di fronte alle telecamere. Qualche giorno prima Le Maire era stato ancora più esplicito, accusando il mercato dell'energia di essere strutturato in modo "aberrante". "Siamo ben consapevoli che questo (sistema, ndr) non può essere cambiato con uno schiocco di dita, ma non posso accettare che i nostri compatrioti paghino il costo marginale della produzione di gas nelle centrali elettriche a gas in Germania o altrove, anche se abbiamo centrali nucleari che possono produrre l'elettricità di cui abbiamo bisogno a circa 40 euro per megawatt/ora", ha spiegato.

Il mercato dell'energia

Il riferimento è al modo in cui viene fissato il prezzo dell'energia sul mercato europeo. Tale prezzo viee fissato giornalmente e corrisponde a quello della fonte di energia più costosa presente nel mix utilizzato dall'Europa per soddisfare il suo fabbisogno. Quando le fonti rinnovabili e il nucleare, che hanno costi di generazione bassi, garantiscono il 100% della domanda di energia in Europa, i prezzi sono più bassi. Ma quando, come in queste settimane, tali fonti non riescono a coprire il fabbisogno complessivo, nel mix entrano i fossili, in particolare il gas, che ha costi molto più alti. E questo fa schizzare in alto il prezzo complessivo dell'energia. In sostanza, c'è una dipendenza dal gas. Ed è proprio su questo aspetto che si sta concentrando il dibattito.

La Francia e la Spagna chiedono che si cambi il sistema, ma la Commissione finora ha risposto picche, spiegando che l'architettura dei prezzi serve a tutelare gli investimenti, e favorirebbe la protezione dei consumatori più vulnerabili, visto soprattutto che eolico e fotovoltaico non bastano ancora a garantire il fabbisogno e sono dipendenti da fattori climatici. Dietro queste posizioni, ci sono chiaramente anche gli interessi di chi ha puntato sul gas chiudendo le sue centrali nucleari, come ha fatto la Germania.

L'apertura della Commissione

Ma un conto è il sistema dei prezzi, un altro quello degli investimenti. E la Francia, nel criticare l'architettura del mercato dell'energia, porta acqua al suo mulino nella battaglia in corso a Bruxelles sulla tassonomia, ossia sul testo che determinerà quali fonti di energia sono verdi. Non è una questione chiaramente di nome: la tassonomia determinerà i progetti energetici su cui l'Europa e i suoi Stati membri (e la finanza) concentreranno i prossimi investimenti, finora incentrati sul gas. Proprio all'Eurogruppo, il vicepresidente della Commissione Valdis Dombrovskis ha aperto una porta al nucleare, dicendo che Bruxelles "sta riflettendo" sull'ipotesi di catalogare l'energia nucleare tra le fonti energetiche "green". "Come sapete sul nucleare ci sono stati diversi studi. La Commissione sta riflettendo su questi studi. In ogni caso penso che sia molto importante - ha detto - riconoscere il ruolo del nucleare, quale fonte di energia a basse emissioni, nel nostro mix energetico e nei nostri sforzi per la decarbonizzazione".

Il dibattito in Italia

Il dibattito sul nucleare come fonte energetica non inquinante si è recentemente rianimato anche in Italia, da quando il ministro alla Transizione ecologica Roberto Cingolani ha aperto a questa opzione sostenendo che si potrebbe trattare di un'alternativa valida ai combustibili fossili e complementare alle rinnovabili, a patto che la tecnologia attuale venga migliorata. Ma le reazioni dei gruppi ambientalisti, così come quelle di una parte della politica nazionale, sono state di forte contrarietà alle parole del ministro per la Transizione ecologica, anche alla luce dei due referendum - il primo nel 1987 e il secondo nel 2011 - nei quali i cittadini italiani hanno sonoramente bocciato le centrali nucleari. Con la proposta della Francia, si attendono ora gli sviluppi del dibattito a livello europeo.

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