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Il ministro della Brexit britannico Dominic Raab e Michel Barnier - © European Union , 2018

Il ministro della Brexit britannico Dominic Raab e Michel Barnier - © European Union , 2018

Brexit, senza accordo crescita Ue a rischio. Barnier: "Accelerare preparazione per tutti gli scenari"

Una simulazione del Fmi parla di danni fino all'1,5% del Pil annuo. Bruxelles: "Sull'80% delle questioni trovato un compromesso ma serve una soluzione operativa sull'Irlanda"

Senza un accordo sulla Brexit le conseguenze negative non saranno certo solo per il Regno Unito, anche quelle sull'economia dell'Unione europea potrebbero essere pesanti. Secondo una simulazione del Fondo monetario internazionale, condotta nel quadro delle analisi periodiche sull'economia dell'Eurozona, ammonterebbero all'1,5% del Pil annuo dei Paesi membri. Si tratta di un calcolo che lo stesso Fmi invita ad accogliere con "cautela" ma che non si basa solo sui rapporti commerciali attuali e futuri fra Regno Unito e Ue, ma anche sull'integrazione fra i due sistemi economici. In caso di 'soft Brexit' con accesso al mercato unico secondo lo stesso studio l'impatto potrebbe essere praticamente nullo, un semplice 0,06%. Sul fronte occupazione, poi, le ricadute di una uscita di Londra senza alcun accordo potrebbero toccare fino allo 0,7% della forza lavoro dell'Unione.

Barnier: prepararsi a tutti i livelli a tutti gli scenari

E a Bruxelles questo lo sanno bene. Il capo-negoziatore per l'Ue, Michel Barnier, ha avvertito che sulla Brexit "è nostra responsabilità essere preparati a tutti gli scenari, incluso il mancato accordo". Il francese ha affermato che "dobbiamo accelerare la preparazione a tutti i livelli e su tutti gli scenari", sottolineando che mancano solo 13 settimane al termine ultimo per arrivare a un accordo con il governo di Theresa May. "Il nostro obiettivo primo è finalizzare l'accordo di ritiro, per il quale siamo al 80 per cento d'accordo con i britannici", ha detto Barnier. Il principale ostacolo a una chiusura delle trattaive è rappresentato ancora dalla questione del confine tra Irlanda e Irlanda del Nord.

May: impraticabili le proposte di Bruxelles sull'Irlanda

Parlando proprio da Belfast May ha affermato che le proposte di Bruxelles che si basano su un backstop, un allineamento di regole fra Irlanda e Irlanda del Nord per evitare un 'hard border', sono "impraticabili" e il governo britannico non le potrà accettare "mai" e per questo ha sollecitato Bruxelles a fare “evolvere” le sue posizioni. "Tutti i membri del Consiglio affari generali hanno insistito sul fatto che abbiamo l'obbligo di trovare soluzioni operative sull'Irlanda. Non vogliamo una frontiera dura. Invito tutti a sdrammatizzare il problema dei controlli sul backstop", ha detto a sua volta Barnier, ribadendo che “ci sarà un accordo se ci sarà un backstop, non necessariamente il backstop proposto dalla Commissione su cui possiamo lavorare e migliorare, ma serve ora un accordo operativo". E questo accordo deve essere raggiunto "prima del mese di dicembre", perché altrimenti non ci sarebbero i tempi tecnici per approvarlo prima della data fatidica del 29 marzo 2019.

Coldiretti: con No Deal a rischio 3,3 miliardi di esportazioni Made in Italy

Il No Deal è insomma lo scenario peggiore. Senza accordo sono a rischio 3,3 miliardi di esportazioni agroalimentari Made in Italy in Gran Bretagna realizzati nel 2017 ha affermato anche la Coldiretti che ha parlato di una “eventualità dannosa per le imprese italiane particolarmente attive su un mercato molto importante per il cibo e le bevande nostrane”.

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