"Giornata lavorativa di 6 ore contro la crisi del Covid", la premier finlandese rilancia la proposta

Secondo la leader del governo di Helsinki, lavorando meno aumenterebbero produttività e salari, e si potrebbe passare più tempo in famiglia. "L'esperienza della pandemia ha spinto molti a valutare cosa sia realmente importante nella vita"

La premier finlandese Sanna Marin

È stato uno dei cavalli di battaglia della campagna elettorale che l'ha portata, giovanissima, alla guida del governo. E adesso, tanto più vista la crisi economica e occupazione provocata dalla pandemia di Covid-19, la premier finlandese, Sanna Marin, rilancia la proposta: ridurre la giornata lavorativa a sei ore.

Secondo Marin, l'esperienza della pandemia "ha spinto molti a valutare cosa sia realmente importante nella vita". "La salute, il benessere dei propri cari e l'importanza della vita quotidiana sono cose con le quali ci troviamo faccia a faccia forse da un tempo insolitamente lungo. Quando ciò che è normale e ciò a cui siamo abituati inizia a incrinarsi, guardiamo alle nostre vite da un nuovo punto di vista", ha spiegato.

La giovane premier ha confermato l'intento, annunciato un anno fa, nel suo discorso dopo l'elezione a guida del partito socialdemocratico (Spd). In un discorso programmatico ai suoi compagni di partito ha confermato che il governo deve creare una "visione chiara e una tabella di marcia concreta" per procedere verso giornate lavorative più brevi e una migliore vita lavorativa in Finlandia.

L'idea "ha suscitato scalpore perché negli ultimi anni e decenni il dibattito si è concentrato su altri generi di temi per quanto riguarda la vita lavorativa. L'obiettivo di una riduzione dell'orario di lavoro non deve essere accantonato e non è in conflitto con il nostro obiettivo di avere un tasso di occupazione più elevato o una solida economia pubblica", ha spiegato Marin. "Dobbiamo sforzarci di migliorare la produttività del lavoro come società, come aziende e come dipendenti". Inoltre, "un modo per distribuire equamente la ricchezza è migliorare le condizioni di lavoro e ridurre l'orario di lavoro in modo da non compromettere i livelli di reddito. Quando la Finlandia è passata a una giornata lavorativa di otto ore e una settimana lavorativa di cinque giorni in conformità con gli obiettivi dei socialdemocratici, non ha portato a un crollo dei salari, ma anzi sono aumentati nel corso dei decenni", ha aggiunto.

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Marin ha citato inoltre studi e rapporti che suggeriscono che la riduzione dell'orario di lavoro in quanto tale può migliorare la produttività, consentendo così ai datori di lavoro di pagare otto ore di salario per sei ore di lavoro. È possibile, ha ammesso, citare varie ragioni per cui l'obiettivo è impegnativo e addirittura impossibile: "Ci saranno sicuramente delle sfide da affrontare, ma ciò non significa che non dovremmo fissare obiettivi audaci", ha precisato.

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