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Martedì, 7 Febbraio 2023
Il rapporto

Gli stage gratuiti costano fino a 6mila euro a famiglia

È quanto emerge da uno studio del Forum europeo dei giovani. Nella metà dei casi, servono almeno due tirocini prima di un contratto pagato

Si fa presto a dire "gratuiti". Forse vale per il datore di lavoro, ma i tirocini non retribuiti possono arrivare a costare fino a 6.400 euro al mese a una famiglia italiana. È quanto è emerso da uno  studio condotto dal Forum europeo della gioventù, che ha calcolato i costi medi (trasporti, affitti, pasti) sostenuti da chi affronta uno stage di sei mesi senza ricevere alcun compenso o rimborso spese. 

Il costo del lavoro gratuito

Nello studio è presente anche un sondaggio realizzato nei Paesi Ue, dal quale emerge che il 70% dei giovani europei dichiara di non potersi permettere i costi per lavorare gratis e 'fare esperienza', come spesso viene giustificata la gratuità dello stage. "Sono il modo in cui gli individui privilegiati riescono a mantenere il loro privilegio economico", ha dichiarato uno dei partecipanti al sondaggio. "Gli studenti più poveri non possono 'mangiare aria' e il fatto che le aziende che guadagnano così tanto non forniscano una retribuzione e ottengano invece manodopera gratuita è una truffa. Nessuno dovrebbe lavorare gratis, non si può pagare l'affitto in 'esposizione'", dice un altro.

Più della metà degli intervistati (53%) ha inoltre dichiarato di aver svolto almeno due stage non retribuiti prima di trovare un lavoro retribuito. Tenendo conto che lo stage non retribuito in Europa (ma anche in Italia) costa mediamente ai giovani circa mille euro al mese e che uno stage dura circa sei mesi, due stage non retribuiti costerebbero almeno 12mila euro.

Questi tirocini tendono a essere accettati da persone che possono lavorare gratuitamente, provenienti da ambienti privilegiati, il che può perpetuare le disparità socioeconomiche, dice il Forum. Alcuni datori di lavoro possono utilizzarli come un modo per ottenere manodopera gratuita o a basso costo, il che può essere fonte di sfruttamento. Gli stagisti non retribuiti possono non essere tutelati dalle leggi sul lavoro, il che può renderli vulnerabili a maltrattamenti o discriminazioni. Senza retribuzione, molti stagisti non sono in grado di mantenersi e quindi sono costretti a limitare il loro tempo e il loro impegno verso lo stage, il che può limitare le opportunità di acquisire esperienze significative, dice ancora il Forum.

Violazione della Carta sociale europea

Lo scorso settembre, in seguito a un reclamo del Forum europeo della gioventù, il Comitato europeo dei diritti sociali, organo del Consiglio d'Europa, ha stabilito che i tirocini non retribuiti che non fanno parte di una formazione accademica o scolastica violano la Carta sociale europea. Sostengono inoltre che le ispezioni del lavoro non sono sufficienti per individuare e prevenire i tirocini fasulli, i quali violano il diritto dei lavoratori alla retribuzione adeguata a garantire una vita dignitosa. Il comitato distingue tra tirocini extra e curriculari, ma sostiene che dovrebbe essere prevista almeno una compensazione minima per quelli all'interno di un programma di studio.

Le risoluzioni di Bruxelles

Anche all'interno dell'Ue questo aspetto è stato oggetto di frustrazione e discussione per molti anni. A seguito della denuncia di un tirocinante al Mediatore europeo nel 2017, è stata avviata un'indagine al Parlamento europeo che ha dolorosamente evidenziato il basso numero di stagisti che ricevono un compenso. In risposta, nel 2018 l'Eurocamera ha vietato i tirocini non retribuiti nelle sue istituzioni e ha adottato una risoluzione che chiarisce che lo sfruttamento dei giovani nell'Ue deve cessare.

Lo scorso febbraio, durante la Plenaria di Strasburgo, è stata approvata una risoluzione dal titolo “Rafforzare il ruolo dei giovani europei: occupazione e ripresa sociale dopo la pandemia” che condanna la pratica dei tirocini non retribuiti. I deputati però hanno bocciato due emendamenti che chiedevano di “vietare in modo effettivo e applicabile i tirocini e gli apprendistati non remunerati”. I due emendamenti hanno ricevuto solo 293 voti favorevoli, 377 contrari e 26 astensioni. Tra i contrari anche diversi italiani tra cui i parlamentari della Lega e di Forza Italia, ma anche Sandro Gozi di Italia Viva e Carlo Calenda, mentre i deputati di Fratelli d'Italia di Giorgia Meloni si sono astenuti.

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