Venerdì, 6 Agosto 2021
Lavoro

Corte Ue: “Accordo di pesca con il Marocco viola diritti popolo saharawi"

Duro atto di accusa dell'avvocato generale del Lussemburgo: dal 2006 i pescherecci degli Stati membri stanno eludendo i Trattati europei e il diritto internazionale  

Una donna saharawi protesta contro l'occupazione del Marocco / EPA/RAMON DE LA ROCHA

Dal 2006, i pescherecci dell'Unione europea possono pescare nelle acque territoriali del Sahara occidentale. Lo fanno grazie a un accordo economico con il Marocco. Peccato che quelle acque appartengano al popolo saharawi, che da anni, proprio contro il Marocco, sta combattendo una battaglia per l'autodeterminazione. Un diritto che è stato loro riconociuto dalle Nazioni Unite. Per queste ragioni, oggi, la Corte di giustizia dell'Ue ha definito “illegale” l'accordo di pesca raggiunto tra Bruxelles e Rabat.

L'avvocato generale della Corte Ue, dunque, ha dato ragione al Fronte Polisario, l'organizzazione che porta avanti le rivendicazioni del popolo del Sahara occidentale, cominciate nel 1975, quando  il territorio, fino a quell'anno colonia spagnola, fu spartito tra il Marocco e la Mauritania. Già all'epoca, un sentenza della Corte internazionale di giustiza dell'Aja aveva riconosciuto il diritto del popolo saharawi all'autodeterminazione. Dopo il ritiro delle truppe mauritanie, pero', il Marocco si è opposto con la forza ai sogni di indipendenza di saharawi e ha continuato a farlo nei decenni nonostante le pressioni dell'Onu e ben due accordi di pace, sottoscritti ma mai ratificati da Rabat.

L'accordo di pesca

Nonostante questa situazione, l'Ue nel 2006 ha firmato un partenariato di cooperazione economica e commerciale con il Marocco, che comprende un accordo sullo sfruttamento delle risorse ittiche delle acque marocchine. Peccato che il 91,5% delle catture ricadano sulle acque adiacenti al Sahara occidentale.   

L’avvocato generale della Corte europea Melchior Wathelet usa parole dure contro la stessa Ue: “il popolo del Sahara occidentale è stato fino ad oggi privato dell’opportunità stessa di esercitare il diritto all’autodeterminazione nelle condizioni previste dall’Assemblea generale delle Nazioni unite”, perché “è stato integrato nel Marocco per via di annessione, senza che il popolo di tale territorio abbia liberamente espresso la propria volontà a tal riguardo”. Di conseguenza, “lo sfruttamento da parte dell’Unione delle acque adiacenti al Sahara occidentale non rispetta il diritto all’autodeterminazione del popolo saharawi”. Ma non solo, l'Ue sta violando i suoi stessi Trattati dal momento che “l’accordo di pesca e gli atti che lo approvano e lo attuano sono incompatibili con le disposizioni dei trattati che impongono all’Unione che la sua azione esterna protegga i diritti dell’uomo e rispetti rigorosamente il diritto internazionale”. 

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