Un corridoio per portare i tedeschi al mare in Croazia. La Lega: “Così si boicotta l’Italia”

Il quotidiano Bild elogia le spiagge croate e il fatto che siano facilmente raggiungibili dalla Germania anche in auto. Repubblica Ceca, Austria, Slovenia e il governo di Zagabria propongono a Berlino la creazione di una rotta turistica “a prova di coronavirus”

Una turista a mare in Croazia

Il verde delle Alpi austriache, il fascino di Praga, o ancora le spiagge della Croazia. Sarebbero queste le mete che potrebbero attrarre i turisti tedeschi quest’estate e rappresentare un’alternativa a Italia, Spagna e Francia. Lo propone il quotidiano tedesco Bild, ma soprattutto è un’idea cui stanno lavorando i governi di Repubblica Ceca, Austria e Croazia, con alla finestra anche Ungheria e Slovenia. Tutti interessati a creare una sorta di area turistica a circuito chiuso, con un corridoio che dalle città tedesche porti fino al mare croato. 

A favorire questo progetto concorrono diversi fattori, per lo più legati alla pandemia di coronavirus: innanzitutto c’è la prossimità geografica tra questi Paesi, che potrebbe consentire l’uso di trasporti privati al posto di quelli pubblici, soprattutto quelli aerei, considerati più a rischio contagio. In secondo luogo, come fatto notare dal governo di Praga, che ha lanciato per primo pubblicamente l’idea, ci sono i dati epidemiologici: Repubblica Ceca, Croazia, Slovenia e Ungheria hanno avuto un numero di casi di Covid-19 notevolmente inferiore a Spagna, Italia e Francia, non solo in termini assoluti. I morti per milione di abitanti sono stati 40 in Slovenia, che ha il dato peggiore tra questi Paesi, contro gli oltre 444 decessi per milione di abitanti registrati in Italia. 

Basandosi su queste cifre, l’Austria ha già riaperto la frontiera con la Repubblica Ceca. E lo stesso ha fatto con la Germania, con l’intento di non perdere la quota di turisti tedeschi che nel 2019 hanno rappresentato il 30% delle visite turistiche nel Paese. A spingere verso la creazione di un’area di “sfogo” del turismo tedesco sono anche i tour operator di Germania, che temono una perdita del fatturato pari al 60%, soprattutto per via delle difficoltà a raggiungere mete estive ambite dai tedeschi come Spagna, Italia e Francia per l’appunto. Del resto, né il nostro governo, né quelli di Madrid e Parigi hanno dato indicazioni chiare su se e quando verranno riaperte le rotte per i turisti stranieri. 

A confermare che il progetto di un corridoio tra Germania e Croazia non è un’idea campata per aria è stato lo stesso ministro del Turismo di Zagabria, Gari Cappelli, Paese che tra l’altro detiene la presidenza di turno del Consiglio Ue. Al termine del vertice tra i ministri del Turismo dell’Ue, Cappelli ha detto che è stata discussa la possibilità di istituire "corridoi turistici", sempre tenendo conto delle considerazioni degli epidemiologi per la riapertura delle frontiere per la libera circolazione dei turisti.  

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“Se questa iniziativa” del corridoio tra la Germania e la Croazia “venisse confermata, si tratterebbe di un vero e proprio boicottaggio nei confronti del nostro Paese e del nostro settore turistico”, attacca l’eurodeputata della Lega, Rosanna Conte. “Si tratterebbe di concorrenza sleale all’interno del mercato unico e per questo l’Ue deve intervenire – continua - Non è accettabile che non vi sia ancora un piano europeo che consenta agli operatori del turismo di cominciare a pianificare i prossimi mesi. Se si deciderà di limitare gli spostamenti tra Paesi europei, allora questo dovrà valere per tutti. Altrimenti si predispongano piani di trasporti che mettano tutti sullo stesso piano. Sostenere che vi siano luoghi più sicuri degli altri sotto il profilo sanitario significa non aver appreso la lezione del coronavirus”, conclude. 

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