Berlino abbandona l'austerità, mai bilanci con così tanti debiti dalla Seconda guerra mondiale

La Germania sospende ancora le regole costituzionali che le impongono il pareggio tra entrate e uscite allo scopo di uscire "rapidamente e con forza" dalla crisi

Ilministro delle Finanze tedesco, Olaf Scholz, e la cancelliera Angela Merkel - foto Ansa EPA/HAYOUNG JEON

I tempi del dogma dell'austerità sembrano lontani per la Germania. La crisi dovuta alla pandemia del coronavirus ha fatto cambiare strategia anche al severo governo di Angela Merkel che ha approvato un bilancio per il 2021 che prevede per il Paese di fare nuovi debiti per 96,2 miliardi di euro.

I prestiti aggiuntivi che lo Stato chiederà saranno il secondo importo più alto di debito netto nella più grande economia europea dalla fine della Seconda guerra mondiale, inferiore solo a quello record già assunto quest'anno di circa 218 miliardi. Il piano fiscale, voluto dal ministro delle Finanze, il socialdemocratico Olaf Scholz, di sospendere i limiti al debito sanciti dalla stessa costituzione.

Secondo la proposta dal 2022 in poi la Germania tornerà a rispettare nuovamente le sue regole sul freno all'indebitamento, limitandolo a una piccola frazione del prodotto interno lordo. I piani di bilancio a medio termine del governo prevedono un nuovo debito netto di 10,5 miliardi di euro nel 2022, 6,7 miliardi di euro nel 2023 e 5,2 miliardi di euro nel 2024. Seppur si tratti di cifre molto inferiori ciò significa che la Germania non ha intenzione di tornare alla sua politica fiscale ultra prudente di mantenere un bilancio il più possibile in pareggio.

Secondo il principio sancito dall'articolo 115 della Legge fondamentale tedesca, secondo cui le entrate e le uscite devono, di norma, essere portate in pareggio senza ricorrere al prestito. Tale prescrizione è rispettata se le entrate da prestiti non superano la soglia dello 0,35 per cento del Pil. Come riferisce il quotidiano "Handelsblatt", per il socialdemocratico Scholz, il più amato esponente del governo merkel e possibile futuro candidato alla cancelleria per la Spd, "debiti elevati non sono motivo di preoccupazione".

Il disavanzo della Germania dovrebbe, infatti, salire a circa l'80 per cento del Pil avvicinandosi al livello toccato durante la crisi finanziaria del 2008. Si tratterebbe comunque di un dato "notevolmente inferiore rispetto agli standard europei". Di sicuro molto inferiori a quelli italiani, visto che il nostro debito pubblico ad esempio nel 2019 era del 134%, quello Greco addirittura del 176%, quello portoghese del 117% e quello francese del 98%.

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Con i suoi investimenti per miliardi di euro in infrastrutture come strade e ferrovie e nella ristrutturazione dell'economia per renderla più ecologica, l'obiettivo di Berlino è "gettare le basi per una crescita economica forte e sostenibile in Germania", in modo che il Paese possa uscire dalla crisi "rapidamente e con forza". Il progetto di bilancio per il 2021 passa ora all'esame di Bundestag e Bundesrat, con l'approvazione definitiva prevista per la fine dell'anno.

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