La Francia come la Danimarca: nessun aiuto alle aziende con sedi in paradisi fiscali

Emmanuel Macron ha anche deciso di escludere dai fondi per l'emergenza coronavirus quelle imprese che pagano dividendi agli azionisti

Emmanuel macron - foto Ansa EPA/GONZALO FUENTES

Anche la Francia ha deciso di seguire la stessa strategia della Danimarca e di escludere dagli aiuti di Stato, per l'emergenza coronavirus, tutte le aziende che hanno una sede in un paradiso fiscale.

Nessun aiuto di Stato

Lo ha annunciato il ministro dell'Economia, Bruno Le Maire durante un'intervista a France Info. “Va da sé che un'azienda che ha la sede fiscale o delle filiali nei paradisi fiscali, e lo voglio dire con molta forza, non potrà beneficiare degli aiuti di liquidità da parte dello Stato”, ha detto il ministro che ha anche auspicato che l'11 maggio, quando terminerà il lockdown Oltralpe, possano riaprire tutti i negozi, eccetto bar e ristoranti, ma non ha escluso che ci possano essere differenze tra le varie regioni. Anche la Francia di Emmanuel Macron, come la Danimarca di Mette Frederiksen, ha deciso che "Se un'azienda ha beneficiato di fondi pubblici non potrà pagare dividendi agli azionisti e non potrà riacquistare le sue azioni azioni". Questo serve ad assicurare che se ci saranno da fare dei sacrifici, come vengono richiesti ai lavoratori, questi siano condivisi da tutti.

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Olanda non inclusa nei paradisi fiscali

L'elenco francese dei paradisi fiscali comprende 13 Stati ma tra questi non ci sono i Paesi Bassi, il Lussemburgo o Malta. I senatori del gruppo comunista e di quello conservatore hanno cercato ieri di approvare un emendamento per aggiungere formalmente questa condizione nella legislazione attualmente in discussione, ma anche se passasse, ed è quasi impossibile, mancherebbero probabilmente le basi legali perché Parigi possa inserire degli Stati membri in questa lista senza un intervento comunitario in tal senso.

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