Neanche la Bmw regge l'impatto del coronavirus, taglierà 6mila posti in Germania

L'azienda automobilistica ha annunciato un piano per ridurre i costi e contenere le conseguenze negative della crisi dovuta alla pandemia

Foto Ansa EPA/PHILIPP GUELLAND

Il morso della crisi del coronavirus si sta facendo sentire in tutte le economie mondiali, anche in quella solitamente più forte come quella tedesca. Per questo anche il gruppo automobilistico tedesco Bmw ha annunciato il taglio di seimila posti di lavoro a tempo indeterminato e determinato in Germania.

Ristrutturazione

La ristrutturazione del personale è stata negoziata dal presidente del consiglio di fabbrica, Manfred Schoch, con il direttore dell'ufficio Risorse umane, Ilka Horstmeier e verrà messa in atto attraverso una combinazione di licenziamenti, prepensionamento, non rinnovo di contratti temporanei e non riempimento di posti vacanti. La mossa rappresenta un segnale preoccupante, essendo il primo ridimensionamento del personale operato dalla compagnia automobilistica dalla crisi finanziaria del 2008-2009. La casa automobilistica bavarese, che ha 126mila dipendenti in tutto il mondo, aveva messo circa 34mila operai e impiegati in cassa integrazione perché la produzione si è arrestata a marzo dopo che le fabbriche sono state costrette a chiudere come parte del lockdown nazionale per contenere la diffusione del Covid-19.

Ripartenza

Tuttavia, la Bmw, come i suoi rivali Volkswagen e Daimler, ha iniziato lentamente ad riprendere la produzione di nuovo a metà maggio, puntando soprattutto sui veicoli ecologici, le cui vendite sono quelle che hanno retto di più e che in prospettiva si pensa abbiamo maggiore mercato.

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