Quasi duecento aeroporti europei a rischio fallimento per il coronavirus

In Italia a settembre c'è stata una riduzione del 69,7% dei passeggeri rispetti rispetto al 2019. Dati che trascinano il settore indietro di 25 anni, ai livelli del 1995

Foto Ansa

La pandemia di coronavirus sta dando un colpo molto duro all'economia di tutto il mondo, ma c'è un settore che è sicuramente tra i più colpiti, quello dei trasporti internazionali. La situazione nell'aviazione è così grave che quasi 200 aeroporti in tutta Europa rischiano di fallire entro pochi mesi a causa del drammatico crollo dei viaggi aerei.

193 scali a rischio

È l'allarme lanciato dall'Airports Council International Europe (ACI Europe), che rappresenta gli operatori aeroportuali, che ha stimato che 193 dei 740 aeroporti commerciali europei dovranno affrontare "insolvenza nei prossimi mesi se il traffico passeggeri non inizierà a riprendersi entro la fine dell'anno". "A otto mesi dall'inizio della crisi, tutti gli aeroporti europei stanno bruciando denaro contante per rimanere aperti, con entrate lontane dal coprire i costi delle operazioni, per non parlare dei costi di capitale", ha detto il presidente Olivier Jankovec, secondo cui "l'attuale imposizione da parte dei governi di quarantene per chi viaggia piuttosto che di test sta avvicinando gli aeroporti europei al baratro ogni giorno che passa”.

Test ai viaggiatori

“Nel bel mezzo di una seconda ondata, garantire un viaggio aereo sicuro continua a essere la nostra preoccupazione principale. È fondamentale ridurre il più possibile i rischi di importazione e diffusione. Ma sicuramente possiamo fare un lavoro molto migliore nel ridurre questi rischi testando i passeggeri aerei piuttosto che con quarantene che non possono essere applicate ", ha aggiunto Jankovec.

Crollo in Italia

Anche in Italia la situazione è molto dura. Dopo la leggerissima ripresa dei mesi estivi, a settembre hanno volato solo 5.738.268 passeggeri, il 69,7% in meno rispetto al 2019. Dati che trascinano il settore indietro di 25 anni, ai livelli del 1995. È quanto emerge dal report di Assaeroporti secondo cui i voli extra Ue registrano poi un crollo verticale del 91% riconducibile soprattutto alle quarantene, alle restrizioni e ai lockdown imposti dai singoli Stati ai viaggi aerei a causa del virus. Numeri in discesa anche per i movimenti e il cargo aereo, che si attestano rispettivamente a -50% e -23,4%, sempre rispetto a settembre 2019.

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