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Giovedì, 9 Dicembre 2021
Lavoro

"Troppe lobby italiane anti Nutriscore". E l'ong dei consumatori abbandona il Forum europeo dell'alimentazione

La Beuc contro l'evento promosso dal Parlamento Ue. L'etichettatura a semaforo al centro della polemica

Il fronte dei consumatori non parteciperà al Forum europeo dell'alimentazione, l'evento promosso dal Parlamento Ue per discutere del futuro del settore. Il motivo? La forte presenza di deputati e lobbisti italiani che starebbero sfruttando questa manifestazione per boicottare la proposta di estendere in tutta l'Unione il Nutri-score, l'etichetta nutrizionale già in vigore in diversi Stati Ue e che diversi big del food tricolore vedono come una minaccia ai loro affari. Una polemica che la dice lunga sul braccio di ferro che si sta consumando a Bruxelles.

La polemica

Il grande rifiuto arrivat dalla Beuc, l'associazione che riunisce le organizzazioni di consumatori in Europa, e che si è schierata da tempo a favore del Nutri-score. Tale etichetta, proposta e adottata per la prima volta in Francia, è già stata copiata da altri Paesi, tra cui la Germania, e da attori chiave della filiera agroalimentare come Nestlé e grande distribuzione. La Commissione Ue, nella sua strategia Farm to fork, ha inserito l'idea di una etichetta nutrizionale unica per tutto il mercato europeo. E un fronte variegato spinge perché tale etichetta sia il Nutri-score.

L'Italia, invece, si batte contro questo schema. Il rischio è che molti prodotti tipici della gastronomia italiana, come olio, prosciutti o formaggi nostrani, vengano penalizzati da questa etichettatura. A molti alimenti, seppur tradiazionali e di eccellezza come il Parmigiano, potrebbe spettare infatti una sorta di bollino rosso, che indica il punto più basso in termini di qualità nutritive e di salute. Il Beuc, già schierato a favore del protocollo francese, sostiene che il Forum stia moltiplicando una serie di eventi in cui si contesta la sua efficacia. Dietro le iniziative ci sarebbero le pressioni italiane.

Dalle ricostruzioni di Politico, a capo dell'insurrezione ci sarebbe la belga Monique Goyens, direttrice generale dell'associazione dei consumatori. Goyens avrebbe dichiarato ai suoi colleghi del Beuc: "Credo che abbiamo bisogno di uscire. Questo scherzetto è durato abbastanza. Non abbiamo alcun beneficio dal partecipare a questo", dopo aver notato che la piattaforma sta accogliendo sempre più deputati italiani.

Questioni di trasparenza

La credibilità del Forum europeo dell'alimentazione era già stata messa in discussione tempo fa. Diversi attivisti che si occupano di trasparenza avevano sollevato preoccupazioni sulle possibilità per le grandi aziende di influenzare i deputati che hanno aderito alla piattaforma. D'altra parte, la questione delle lobby e delle pressioni è trasversale a tutta l'attività parlamentare a Bruxelles. Per ovviare alle accuse, il Forum ha invitato i giornalisti a partecipare ai suoi eventi. Dei 32 europarlamentari membri dell'Eff, sette sono italiani. Le discussioni sono integrate sia da istituzioni pubbliche che da attori commerciali, come Confagricoltura e la Ferrero. Al dibattito partecipano anche multinazionali del peso di Coca Cola e Kellog's. La presenza di queste ultime, però, non sembraaver suscitato le ire della Goyens quanto quella dei deputati italiani.

Etichette alternative

Nonostante la Francia lo abbia introdotto per prima, i dubbi sull'efficacia e la completezza del Nutri-score iniziano a serpeggiare anche a Parigi. Il mese scorso, su pressione dei produttori di formaggio Roquefort, il ministro dell'agricoltura francese Julien Denormandie ha chiesto una revisione della metodologia. Molte specialità tradizionali europee, non solo quelle italiane, risulterebbero danneggiate. Sulla questione delle informazioni nutrizionali è intervenuto anche il Consiglio Nazionale delle Ricerche, che pure contribuisce al Forum. In uno studio comparativo sui diversi metodi di etichettatura degli alimenti, i ricercatori sostengono che il Nutri-Score "potrebbe essere un buon punto di partenza, ma ha bisogno di una revisione".

L'alternativa potrebbe essere un sistema, sostenuto dall'Italia, denominato Nutrinform, che calcola come una batteria le percentuali di energia, grassi, grassi saturi, zuccheri e sale contenute in una porzione raccomandata di prodotto ad uso giornaliero. Il punto di forza è che non esclude nessun cibo, perché la sua ottica è quella di garantire la giusta variazione a tavola, spingendo per la moderazione e un corretto equilibrio di tutti gli alimenti, inclusi quelli più gustosi.

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