"Industria, fondo Ue da 100 miliardi per competere con colossi Usa e Cina"

La proposta contenuta in un documento di 173 pagine che delinea il piano d'azione della nuova Commissione europea. Tra le idee, anche l'installazione di alveari negli edifici pubblici per fermare la moria di api

E' in un documento di 173 pagine la prima bozza del piano d'azione della nuova Commissione europea guidata da Ursula von der Leyen. Un documento che affronta più nel dettaglio quanto anticipato dalla prima donna alla presidenza dell'esecutivo Ue nel suo discorso al Parlamento di Strasburgo. A partire dalle risorse che intende investire affinché l'Europa recuperi il gap tecnologico con i colossi di Usa e Cina, da Apple e Google ad Alibaba: un Fondo per il futuro da 100 miliardi per finanziare le industrie top made in Ue. 

Il fondo, secondo quanto rivelato da Politico, sarebbe finanziato dagli Stati membri e dovrebbe investire in settori strategici in cui l'Europa è in ritardo rispetto ai rivali globali. Una concorrenza che, peraltro, può contare - almeno nel caso cinese - su sussidi statali e in ogni caso grazie a "mezzi finanziari senza precedenti" ha "il potenziale per cancellare l'attuale dinamica di innovazione e la posizione industriale dell'industria europea in alcuni settori".

Il piano cita Google, Apple, Facebook, Amazon, Microsoft, Baidu, Alibaba e Tencent tra le società con cui l'Europa deve competere.. "L'Europa non ha tali società", afferma il documento. "Ciò rappresenta un rischio per la crescita, l'occupazione e l'influenza dell'Europa nei settori strategici chiave". Il progetto afferma che il fondo dovrebbe concentrarsi sull'acquisto di partecipazioni a lungo termine in "società con sede nell'Ue in settori strategicamente importanti". Le sue priorità di investimento dovrebbero essere "lo sviluppo di settori strategici" e "la costruzione e il rafforzamento dei leader dell'innovazione del futuro". 

Ma la strategia industriale dell'Ue, oltre che sugli investimenti, deve fare i conti con le politiche commerciali. Da un lato, ci sono le minacce di Donald Trump: nel documento si prefigurano una serie di contromisure ai dazi Usa. Contromisure che dovranno essere ancora più dure nel caso in cui Trump dovesse distruggere l'arbitro che finora ha regolato le dispute commerciali a livello internazionale, ossia l'Organizzazione mondiale del commercio.

Ma Bruxelles teme anche la Cina, tanto che nel documento si ipotizza chiaramente l'esclusione dai bandi pubblici europei di quelle aziende che ricevono sussidi dal governo di Pechino. Non è chiaro se il riferimento è anche a Huawei e al 5G. 

Al netto delle politiche industriali e commerciali, il documento Ue contiene altrie importanti proposte. Sul fronte sociale, entro i primi 100 giorni di governo, Bruxelles intende dare vita al primo fondo europeo contro la disoccupazione. Non mancano poi proposte per l'ambiente, come quella che mira a installare negli edifici pubblici dell'Ue degli alveari per contrastare la morte delle api.

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