Commercio, stop a dazi negli scambi tra Messico e Ue. Calenda esulta, la Coldiretti attacca

Raggiunta l'intesa per l'accordo di libero scambio. “Vantaggi per l'industria”, dice la Commissione europea. “Importante novità”, afferma il ministro. Ma l'associazione degli agricoltori contesta il trattato: “Via libera la Parmesano”

Jean-Claude Juncker, Enrique Peña Nieto e Donald Tusk al summit Ue-Messico del 2015

Il trattato di libero scambio tra Unione europea e Messico è realtà. L'accordo è stato raggiunto questo weekend e prevede che tutti gli scambi di merci tra l'Ue e il Messico siano esenti da dazi, anche nel settore agricolo. Un fattore, quest'ultimo, aspramente criticato dalla Coldiretti italiana. 

Stop ai dazi e norme sull'ambiente

“Semplificando le procedure doganali si avvantaggerà ulteriormente l'industria dell'Ue, anche in settori come quello farmaceutico, dei macchinari e delle attrezzature di trasporto”, sostiene la Commissione in una nota. L'accordo stabilisce anche regole progressive sullo sviluppo sostenibile. L'Ue e il Messico si sono impegnati a rispettare efficacemente i loro obblighi ai sensi dell'accordo di Parigi sul cambiamento climatico. Sarà anche il primo accordo commerciale dell'Ue a contrastare la corruzione nei settori privato e pubblico. 

Secondo il presidente della Commissione europea Jean-Claude Juncker, "Il commercio può e dovrebbe essere un processo vincente e l'accordo di oggi dimostra proprio questo: il Messico e l'Ue hanno lavorato insieme e hanno raggiunto un risultato reciprocamente vantaggioso. Per difendere i propri interessi e allo stesso tempo essere disposti a scendere a compromessi per soddisfare le aspettative dell'altro”. 

Italia divisa

In Italia, la notizia dell'accordo ha suscitato reazioni contrastanti. Il ministro dello Sviluppo economico, Carlo Calenda, ha espresso tutto il suo entusiasmo. “E' una importante novità – scrive in una nota - Il Messico, oltre a essere un paese amico legato all'Europa e all'Italia da vincoli profondi, è un mercato estremamente interessante per il nostro paese. Nel 2017 - aggiunge Calenda - abbiamo esportato in Messico beni e servizi per più di 4 miliardi di euro con un saldo positivo dell'interscambio di circa 3,3 miliardi. Con la conclusione del negoziato si creeranno quindi le condizioni per rafforzare i benefici per le nostre aziende, soprattutto Pmi”, e tutto questo “avverrà nel rispetto dei nostri principi, incluso quello di precauzione, e con un forte impatto anche sul rispetto degli standard ambientali e sociali”.

Di diverso avviso la Coldiretti, secondo cui l'accordo rischia di provocare l'invasione di falsi prodotti italiani: “Via libera al Parmesano, ai salamini italiani e al vino Dolcetto Made in Messico dove potranno essere prodotti e venduti senza limiti oltre il 90% degli 817 prodotti a denominazione di origine nazionali riconosciuti in Italia e nell'Unione europea”, dice l'associazione degli agricoltori. 

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Gli accordi Ue

Il trattato con il Messico è il quarto accordo dopo quelli con Canada, Giappone e Singapore che l'Ue ha concluso negli ultimi mesi. Per la commissaria al commercio Cecilia Malmstroem, si è "aperto un nuovo capitolo nella nostra lunga e proficua relazione, incrementando gli scambi. L'accordo di oggi invia anche un messaggio forte agli altri partner che è possibile modernizzare le relazioni commerciali esistenti quando entrambi i partner condividono una chiara convinzione nei meriti di apertura e di commercio libero ed equo".

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