"Prima i cinesi", Lega e M5s contrari allo scudo Ue anti-Pechino sugli investimenti

Il Pd attacca i partiti di governo. Mosca: “Roboanti dichiarazioni quando erano opposizione e ora che sono al governo sono incapaci di prendere una posizione”

Obiettivo: proteggere settori strategici europei dalle mire di Paesi stranieri. Il Parlamento europeo opera la stretta contro gli investimenti diretti esteri, per l’Aula di Strasburgo troppo spesso “provenienti da società statali opache legate a governi” in aree chiave. Si tratta delle risposte europee ai tentativi di controllo di Paesi quali Russia, ma soprattutto Cina. Un obiettivo non condiviso però dagli europarlamentari dei partiti di governo, che innesca lo scontro tutto italiano.

“Lega e M5S, che del sovranismo hanno fatto la loro bandiera, si sono opposti all'introduzione di questo strumento”, lamenta Alessia Mosca, europarlamentare del Pd e capogruppo S&D in commissione Commercio internazionale. Col voto di oggi, continua, viene tracciata “la distanza tra le roboanti dichiarazioni di quand'erano opposizione e l'incapacità di prendere una posizione di oggi che sono maggioranza”.

L'aumento degli investimenti cinesi

Negli ultimi 20 anni gli investimenti dalla Cina sono aumentati di sei volte, quelli dal Brasile di dieci volte, mentre quelli provenienti dalla Russia sono più che raddoppiati. C’è il timore che attraverso flussi incontrollati di capitali e operazioni poco chiare si rischia di consegnare i gioielli di famiglia alle economie concorrenti. Non a caso nella lista dei settori dove procedere a maggiori controlli si trovano energia, i trasporti, comunicazioni, dati, spazio, finanza, tecnologie come i semiconduttori, intelligenza artificiale e robotica.

Una lista che i negoziatori del Parlamento europeo hanno arricchito con acqua, salute, difesa, mezzi d’informazione, biotecnologia e sicurezza alimentare. Gli Stati membri saranno chiamati ad un più intenso e continuo scambio di informazioni, con i governi che potranno formulare osservazioni sugli investimenti diretti per altri Paesi dell’Ue.

Lo scudo Ue

Alla Commissione europea viene lasciata una sorta di cabina di regia: l’esecutivo comunitario potrà a sua volta chiedere informazioni agli Stati e fornire il suo parere al Paese cui è destinato l'investimento, anche se a decisione finale spetterà al Paese interessato. Lo ‘scudo’, sottolinea Mosca, “permetterà la salvaguardia di migliaia di posti di lavoro”, poiché “bloccando queste acquisizioni, impediremo il trasferimento in Cina della produzione di questi prodotti. E poi, si risponde al “tentativo di aumentare la propria influenza” in Europa. “In Grecia, in seguito all'acquisizione della rete elettrica greca e del porto del Pireo, principale asset nazionale, Atene ha bloccato dall'interno dichiarazioni e progetti considerati ostili dalla Cina”, conclude l'eurodeputata dem.

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