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Il neo ministro Centinaio: “No al Ceta”. Ma Bruxelles: “Andiamo avanti nell'interesse di tutti”

Il responsabile dell'Agricoltura ha annunciato che il governo chiederà al Parlamento di non approvare l'accordo di libero scambio col Canada. Esulta Coldiretti: “Scelta giusta, trattato sbagliato e pericoloso per l'Italia”

Il governo taragto Lega e Movimento 5 Stelle chiederà al Parlamento italiano di non ratificare l'accordo di libero scambio con il Canada, il Ceta. Lo ha annunciato il neo-ministro all’Agricoltura Gian Marco Centinaio, secondo cui l’Italia non dovrebbe accettare il trattato commerciale “perché tutela solo una piccola parte dei nostri prodotti Dop e Igp”.

In un'intervista a La Stampa il ministro ha spiegato che la richiesta “di non ratificare quel trattato e gli altri simili al Ceta”, è “prevista nel contratto di governo”, ma un no dell'Italia farebbe saltare l'intero accordo che, essendo misto, necessita dell'approvazione (già concessa) delle istituzioni comunitarie, e quella di tutti i parlamento nazionali. Bruxelles al momento non si sbilancia, e si affida a una cauta reazione di un portavoce che si è limitato a dire che “c'è un interesse della Commissione a lavorare con gli Stati Ue per far sì che la politica commerciale europea sia mutualmente benefica per tutti". Per questo, "il lavoro prosegue".

Esulta Coldiretti

Ha esultato invece la Coldiretti, da sempre contraria all'accordo. La decisione di non ratificare il Ceta “è una scelta giusta di fronte ad un accordo sbagliato e pericoloso per l'Italia contro il quale si è sollevata una vera rivolta popolare che ci ha visti protagonisti su tutto il territorio nazionale dove hanno già espresso contrarietà 15 regioni, 18 province 2500 comuni e 90 Consorzi di tutela delle produzioni a denominazioni di origine", ha affermato il presidente Roberto Moncalvo.

L'accordo è entrato in vigore in via provvisoria il 21 settembre scorso, in attesa di essere ratificato da tutti i Parlamenti degli Stati membri dell'Ue ma al momento si sono espressi solo 11 Paesi su 28: Danimarca, Lettonia, Estonia, Lituania, Malta, Spagna, Portogallo, Croazia, Repubblica Ceca, Austria e Finlandia.

“Per l’Italia l’opposizione è giustificata dal fatto che con il Ceta per la prima volta nella storia l’Unione Europea legittima in un trattato internazionale la pirateria alimentare a danno dei prodotti Made in Italy più prestigiosi, accordando esplicitamente il via libera alle imitazioni che sfruttano i nomi delle tipicità nazionali, dall’Asiago alla Fontina dal Gorgonzola ai Prosciutti di Parma e San Daniele, ma sarà anche liberamente prodotto e commercializzato dal Canada il Parmigiano Reggiano con la traduzione di Parmesan”, ha attaccato l'associazione.

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