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Martedì, 30 Novembre 2021
Lavoro

Dall'Ue ok al certificato sanitario per viaggiare, Sassoli: sia pronto entro l'estate

Intesa di massima tra i leader europei: serviranno 3 mesi per svilupparlo e conterrà dati su tipo di vaccino somministrato o in alternativa sull'eventuale test Pcr oppure lo sviluppo di anticorpi dopo la guarigione dal contagio. Ma è corsa contro il tempo per salvare il turismo estivo

Dopo le perplessità mostrate nelle settimane scorse, e dinanzi alle pressioni di compagnie aeree e settore turistico (ma anche di Grecia e Cipro, che avrebbero già degli accordi con Israele e forse Regno Unito), i 27 leader Ue, nel corso del summit in videoconferenza, hanno raggiunto l'intesa sulla creazione di un certificato vaccinale (o meglio, sanitario) digitale che possa consentire procedure più snelle per chi viaggia. La presidente della Commissione europea, Ursula von der Leyen, ha parlato di un lavoro di preparazione del certificato che richiederà almeno 3 mesi, sottolineando i diversi ostacoli scientifici, tecnici e politici che devono ancora essere risolti. Ostacoli che il presidente del Parlamento europeo, David Sassoli, chiede di risolvere al più presto.

Il primo ostacolo, forse il più grande, è determinato dai ritardi della campagna di vaccinazione: durante il summit, è stato ribadito l'impegno Ue a vaccinare il 70% della popolazione entro l'estate. Ma i dubbi restano, dato che a oggi appena il 6,4% degli europei ha ricevuto la somministrazione. Il secondo ostacolo riguarda il rischio di discriminare coloro che il vaccino non lo hanno ricevuto o non intendono riceverlo. Un aspetto sollevato dall'Hotrec, lobby che mette insieme 60 organizzazioni europee del settore turistico, tra cui l'italiana Federalberghi: "La vaccinazione, o i certificati di vaccinazione, non dovrebbero essere obbligatori per viaggiare", scrivono in un manifesto consegnato ai leader Ue. Secondo l'Hotrec, "i viaggiatori vaccinati o quelli con provata immunità dovrebbero essere esentati dai divieti d'ingresso, dai test e dalla quarantena", mentre  agli altri si dovrebbe garantire la possibilità di viaggiare soprattutto con il dispiegamento dei nuovi test rapidi, ancora in attesa di approvazione. 

Sulla stessa linea il presidente francese Emmanuel Macron, che nel corso del summit si è detto contrario a una soluzione che penalizzi i giovani che, poiché posti alla fine della lista d'attesa dei vaccini, non avranno di sicuro un certificato vaccinale per l'estate. Ecco perché, più che sul certificato vaccinale, la Commissione Ue sta lavorando a un certificato sanitario: "Serviranno tre mesi per svilupparlo", ha spiegato von der Leyen. "Conterrà dati minimi utili per fornire informazioni sull'immunità", tra questi non solo che tipo di vaccino sia stata somministrato ma in alternativa anche l'eventuale test Pcr oppure lo sviluppo di anticorpi dopo la guarigione dal contagio. "Abbiamo raggiunto l'intesa per dare un'alternativa a chi vuole viaggiare ma che non è stato ancora vaccinato", ha sottolineato von der Leyen. Ma dall'intesa al fare, come ha fatto intendere la stessa presidente dell'Esecutivo Ue, ci sono di mezzo diversi fattori. E non è detto che in estate i certificati siano pronti.  

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