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Mancano le monetine da 1 e 2 centesimi. E il rischio è una stangata sui prezzi

Succede in Belgio, che ha chiesto alla Bce di stampare nuovi pezzi per far fronte alla carenza. Ma Francoforte ha detto no. La soluzione? Arrotondare al rialzo

Il Belgio si scopre povero di monetine. Tra quelle perdute, quella lasciate in chissà quale tasca, o quelle gelosamente custodite nei salvadanai, nel Regno i pezzi da 1 e 2 centesimi di euro sono diventati una vera e propria rarità. Tanto è vero che il Belgio adesso deve fare i conti con una vera e propria crisi monetaria di taglio piccolissimo fino a un certo punto. Tutta una serie di negozi, tra cui una nota catena di surgelati, si è vista costretta ad affiggere cartelli di scuse per non poter dare i giusti resti ai clienti.

Si calcola che nel regno ci siano 860 milioni di pezzi da 1 centesimo già in circolazione, a cui si aggiungono 770 milioni di pezzi da 2 centesimi. Dove siano finiti però non si sa. Anche se le autorità belghe una mezza idea ce l’hanno. C’è qualche pigro che non trova mai il tempo di recarsi in banca a farsi cambiare manciate di ‘ramini’. Ipotesi più che verosimile, questa. Tanto è vero che il ministero federale delle Finanze ragiona sulla possibilità di varare campagne nazionali di sensibilizzazione per indurre i belgi a portare le monetine in banca. Anchè perché l’alternativa, nell’impossibilità di dare resti, è un arrotondamento dei listini. Che solitamente si fa al rialzo.

Grandi alternative non ce ne sono. Il Belgio non può immettere in circolazione nuovi ‘bronzini’. L’anno scorso è già stato concesso al Paese di avere 60 milioni di nuove monetine, ma questa volta la Banca centrale europea a quanto pare non ha dato il suo benestare, convinta che nell’eurozona non ci sia penuria dei pezzetti da piccolo taglio. Un problema tutto belga, quindi. Ancora una volta

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