Venerdì, 22 Ottobre 2021
Lavoro

La cassa integrazione Ue fa risparmiare all’Italia quasi 4 miliardi di euro: ecco i numeri di Sure

Nel secondo rapporto sullo strumento d’emergenza, il Belpaese emerge come primo beneficiario in termini assoluti. Gentiloni: “Orgoglioso, costruiamo su questa storia di successo”

L’Italia è il Paese Ue che ha beneficiato più di tutti del programma Sure, la cassa integrazione europea introdotta per evitare un’emorragia di posti di lavoro e fallimenti durante la pandemia. Con 27,4 miliardi di euro ricevuti e 3,76 miliardi di interessi risparmiati, il Belpaese è lo Stato membro che ha tratto maggior vantaggio dal regolamento proposto dalla Commissione a inizio aprile 2020 e che si è tradotto nelle prime erogazioni di fondi a fine ottobre dello stesso anno.

Per finanziare gli ammortizzatori sociali dei lavoratori dipendenti e autonomi che hanno subito l’interruzione dell’attività dettata dalla pandemia, la Commissione ha emesso obbligazioni sociali (i cosiddetti social bond) e utilizzato i proventi per erogare prestiti agli Stati membri beneficiari. Questi ultimi dovranno rendere i soldi ricevuti, ma al tasso d’interesse applicato all’Ue al posto di quello ai quali sono soggetti quando chiedono autonomamente i soldi in prestito al mercato emettendo titoli nazionali. Questo spiega il risparmio dell’Italia, Paese al quale vengono applicati interessi alti per via del suo pesante debito pubblico. 

In occasione della pubblicazione del secondo rapporto sull'impatto di Sure, la Commissione europea a ripetuto i vantaggi derivanti dall’accesso ai fondi. Secondo Paolo Gentiloni, ex premier italiano e attuale commissario europeo all’Economia, “i numeri parlano da soli”. In tutta l’Unione europea, grazie a Sure, ci sono stati “1,5 milioni di disoccupati in meno” mentre il sostegno è andato a “31 milioni di lavoratori e 2,5 milioni di imprese”. Il beneficio per le casse pubbliche degli Stati membri è stato invece di “oltre 8 miliardi di euro di risparmio sugli interessi”. 

Il programma Sure, pensato per mettere a disposizione degli Stati 100 miliardi di euro di soldi ‘freschi’ da rendere nei prossimi anni a tassi agevolati, ha già portato all’erogazione di quasi 90 miliardi di euro a favore di 19 Stati membri che hanno chiesto e ottenuto l’assistenza finanziaria. Cifre che, ha aggiunto Gentiloni, “confermano il valore di questo inedito strumento di solidarietà”. “Sono orgoglioso - ha concluso il commissario - della storia di successo europea che è Sure: una storia su cui dobbiamo costruire”. Come per il Recovery Fund, in tanti si chiedono se l’Europa sarà capace di rendere permanenti i nuovi strumenti finanziari messi in campo per affrontare gli effetti economici della pandemia. Un dibattito che diventerà centrale nei prossimi mesi con la riforma delle regole fiscali europee. 

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