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Lunedì, 8 Agosto 2022
Lavoro

Caro bollette, prezzi del gas crollati del 45% in una settimana: ecco perché

Temperature più alte della media e forniture extra dagli Usa hanno contribuito a ‘normalizzare’ i costi energetici. Ma gli esperti non cantano vittoria

I prezzi del gas naturale si sono quasi dimezzati nell’ultima settimana. Quello che può sembrare un inatteso regalo di Natale sotto l’albero di milioni di consumatori, colpiti e spaventati dai rincari degli ultimi mesi, è in realtà l’effetto di una serie di fattori ben diversi tra loro che hanno contribuito a questo dato.

Sconti di fine anno

Anzitutto, il prezzo del gas naturale, quantificato nel mercato europeo col valore di riferimento dei future olandesi, era raddoppiato nelle settimane precedenti superando quota 180 euro per megawattora lo scorso 21 dicembre. In altre parole, il recente crollo da oltre 180 euro agli attuali 106 euro andrebbe letto prima di tutto come una parziale normalizzazione dei prezzi che un anno fa, il 30 dicembre 2020, erano inferiori ai 18 euro per megawattora. Insomma, c’è poco da festeggiare. 

Usa e Russia

Inoltre, il recente crollo dei valori di riferimento per stabilire il prezzo del gas naturale nell’Unione europea, che in ogni Paese è poi soggetto ad aliquote fiscali diverse da Stato a Stato, viene attribuito dagli esperti a fattori indipendenti dall’azione politica dei governi europei o dell’Ue che, è bene ricordarlo, all’ultimo vertice a Bruxelles si è dimostrata spaccata sui provvedimenti da intraprendere nelle prossime settimane. 

“I prezzi del gas naturale in Europa si sono quasi dimezzati nell'ultima settimana - si legge sul giornale online Politico - perché più navi con gas dagli Stati Uniti sono in rotta verso l’Ue e l'aumento delle temperature questa settimana ha ridotto la domanda”. Insomma, la stampa di Bruxelles lega la recente diminuzione delle tariffe a fattori che potrebbero tranquillamente variare da una settimana all’altra, come il meteo e le forniture provenienti da oltreoceano. 

Nella seconda settimana dell’anno nuovo è infatti prevista una diminuzione delle temperature mentre il gigante del gas russo Gazprom, nell'asta di martedì, ha deciso di non prenotare capacità di export energetico sui gasdotti ucraini. Due notizie che potrebbero portare a una nuova impennata dei prezzi. 

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