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Giovedì, 9 Dicembre 2021
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Bruxelles tende la mano alle banche (e all'Italia): nuovi requisiti di capitale in vigore solo dal 2030

L’Ue annuncia il pacchetto di regole che daranno attuazione all’accordo di Basilea 3, ma allunga il periodo di transizione

Una transizione lunga un decennio. La generosa concessione al sistema bancario è arrivata ieri da parte della Commissione europea. L’esecutivo Ue ha annunciato l’atteso pacchetto di norme che, in sostanza, concede più tempo alle banche europee per l'attuazione completa degli standard previsti dall'accordo di Basilea 3, che prevede regole più stringenti sui requisiti di capitale per mettere al riparo gli istituti, ma anche i loro clienti, dai rischi. 

Il Comitato di Basilea, l'organizzazione internazionale per la vigilanza bancaria, aveva indicato l’attuazione delle norme dal 1 gennaio 2023 per rendere le nuove regole efficaci e obbligatorie cinque anni dopo. La Commissione ha deciso di posticipare la prima data al 1 gennaio 2025. Basilea 3 e le altre proposte annunciate ieri garantiranno, a detta della Commissione, che le banche investano di più nella loro stessa resilienza a potenziali shock economici futuri. Una conditio sine qua non, hanno spiegato i funzionari Ue, per contribuire alla ripresa dell’Ue dalla crisi economica innescata dalla pandemia, ma anche alle transizioni verde e digitale.

La tardiva entrata in vigore delle norme dovrebbe permettere alle banche più in difficoltà, a partire dall’italiana Monte dei Paschi di Siena, di rimettersi in carreggiata prima che aumentino i capitali minimi che gli istituti devono mettere da parte per far fronte ai rischi. Una valutazione di impatto condotta questa estate dall'Eba, l'autorità di vigilanza bancaria dell'Ue, aveva previsto che, qualora le nuove norme fossero entrate in vigore in tempi rapidi, 10 grandi banche europee avrebbero dovuto ricapitalizzarsi per mettersi in regola con i requisiti di capitale.

Uno degli elementi centrali delle nuove regole è infatti l'introduzione dell'output floor, un mezzo per limitare l'uso da parte delle banche dei modelli interni di valutazione per calcolare i requisiti di capitale. Alla fine del periodo di transizione, cioè nel 2030, il nuovo sistema “aumenterebbe i requisiti di capitale complessivi tra l'8 e il 9 per cento”, ha spiegato in conferenza stampa il vicepresidente della Commissione europea Valdis Dombrovskis. “La proposta - si legge nella nota di Bruxelles - mira a rafforzare la resilienza, senza provocare aumenti significativi dei requisiti patrimoniali”.

Bruxelles propone anche di imporre alle banche di individuare, comunicare e gestire sistematicamente i rischi ambientali, sociali e di governance (i cosiddetti Esg) e le autorità di vigilanza dovranno valutare i rischi Esg nell'ambito delle revisioni prudenziali periodiche. Tutte le banche dovranno inoltre comunicare il loro livello di esposizione a tali rischi. 

Il pacchetto di proposte conferisce maggiori poteri, anche sotto il profilo sanzionatorio, alle autorità di vigilanza che controllano l'operato delle banche dell’Ue e prevede un insieme di requisiti di idoneità in base ai quali le autorità di vigilanza valuteranno se il personale di alto livello delle banche sia in possesso delle competenze e conoscenze necessarie per gestire gli istituti. Infine, in risposta allo scandalo Wirecard, si prevede che le autorità di vigilanza dispongano di strumenti migliori per sorvegliare i gruppi FinTech.

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