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Bruxelles vuole un super ministro dell'Economia

La Commissione ha presentato la roadmap per il rafforzamento dell'Unione economica e monetaria, prevista anche l'integrazione “nella sostanza” del Fiscal Compact nei trattati Ue

Istituire un Fondo monetario europeo (Fme), integrare “nella sostanza” il Fiscal Compact nell'ordinamento giuridico dell'Unione, mettere a punto nuovi strumenti di bilancio per garantire la stabilità della zona euro nel quadro dell'Unione ma soprattutto creare la figura del ministro europeo dell'Economia e delle finanze, che potrebbe fungere da vicepresidente della Commissione e da presidente dell'Eurogruppo. Sono questi i punti principali della roadmap presentata dall'esecutivo di Bruxelles per "approfondire l'Unione economica e monetaria", con orizzonte fino al 2025. "Dopo anni di crisi è giunto il momento di prendere in mano il futuro dell'Europa. La forte crescita economica attuale ci incoraggia ad andare avanti, facendo sì che la nostra Unione economica e monetaria divenga più unita, efficiente e democratica e operi a vantaggio di tutti i cittadini europei. Il tetto va riparato quando splende il sole", ha dichiarato il presidente della Commissione, Jean-Claude Juncker.

Il super ministro dell'Economia

Una comunicazione delinea le "possibili funzioni" di un ministro europeo dell'Economia e delle Finanze, immaginato come una figura simile a quella dell'Alto Rappresentante che presiede anche il Consiglio Affari Esteri. In questo modo un tale 'super-commissario' rafforzerebbe "la coerenza" e la trasparenza democratica delle politiche economiche Ue, nel "pieno rispetto delle competenze nazionali", afferma l'esecutivo secondo cui “il raggiungimento, entro il primo semestre del 2019, di un'intesa comune circa il ruolo del ministro permetterebbe di istituire tale figura quale componente della prossima Commissione”.

L'approfondimento dell'Unione economica e monetaria (Uem) è “un mezzo per raggiungere un fine: aumentare l'occupazione, la crescita, gli investimenti, l'equità sociale e la stabilità macroeconomica”, spiega Bruxelles in una nota. La moneta unica “è una tutela e una fonte di opportunità per i cittadini europei e una zona euro forte e stabile è essenziale per i paesi che ne fanno parte e per l'UE nel suo complesso”. Negli ultimi anni, rivendica la Commissione “sono state attuate importanti riforme istituzionali” per rafforzare l'Unione economica e monetaria “ma la sua architettura è ancora incompleta” e la tabella di marcia presentata “tiene conto delle sfide tuttora da affrontare e indica la via da seguire”.  

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