Sabato, 23 Ottobre 2021
Lavoro

Brexit e nodo Irlanda, l'Ue propone meno controlli (e più salsicce) per convincere Londra

Bruxelles prova a risolvere la questione del confine doganale tra Ulster e Gran Bretagna. Ma sulla giurisdizione della Corte europea nessun passo indietro

La Commissione europea sta provando a trovare un compromesso con il Regno Unito di Boris Johnson, per provare a superare i problemi che si sono creati in Irlanda del Nord dopo la Brexit, senza però stravolgere troppo i patti sottoscritti, patti che Londra sembra pronta a far saltare in aria. Bruxelles ha messo a punto una proposta che prevede la fine dei controlli sull'80 per cento delle merci che transiteranno dalla Gran Bretagna verso l'Ulster, comprese quelli sulla carne fresca, che avevano dato vita alla cosiddetta "guerra delle salsicce". In cambio però chiede a Johnson e al suo ministro per la Brexit, David Frost, di accettare una volta per tutte quella che per l'Ue è una linea rossa: la permanenza della giurisdizione della Corte di giustizia dell'Ue sull'Irlanda del nord, come guardiano del rispetto delle regole del mercato unico.

Il protocollo irlandese

Nei negoziati sulla Brexit è stato inserito un protocollo particolare per l'Irlanda del Nord, perché lì si creava il problema di assicurate l'uscita dall'Ue senza creare un confine fisico, che avrebbe potuto far salire le tensioni come ai tempi dei Troubles (cosa in parte già accaduta). Ma l'attuazione pratica del protocollo, che di fatto crea una barriera doganale sul Mare d'Irlanda spaccando il Regno Unito in due, ha creato non pochi "problemi", riconosce un alto funzionario Ue. Problemi che però sono anzitutto "una conseguenza della Brexit". Alcuni di questi "problemi", ammette tuttavia la fonte, sono "conseguenze non volute dell'attuazione del protocollo".

Le proposte

Pertanto, la Commissione ha deciso di avanzare delle proposte, "sulla base dei problemi sollevati dal Regno Unito". L'obiettivo principale dell'esecutivo Ue resta quello di "proteggere gli accordi del Venerdì Santo", che hanno garantito la pace sull'isola d'Irlanda, mettendo fine ai Troubles, la guerra civile che ha insanguinato l'isola per decenni. Il pacchetto approvato dalla Commissione è formato da 4 non-papers, documenti non impegnativi in gergo diplomatico, che serviranno a contribuire alla "discussione" che ricomincerà probabilmente questa settimana tra il vicepresidente della Commissione Maros Sefcovic e la sua controparte, David Frost. Non si tratta, spiega la fonte, di un pacchetto "prendere o lasciare", ma di un "contributo alla discussione" che però fornisce "soluzioni" ai problemi pratici causati dall'attuazione del protocollo, senza rinegoziarlo. Su questo l'Ue è irremovibile: "Il protocollo - ricorda la fonte - è stato approvato, è stato ratificato e ora deve essere applicato. Insistere, da parte del Regno Unito, su problemi costituzionali ci porterà all'incertezza e alla mancanza di prevedibilità", che è esattamente il contrario di quanto serve all'Irlanda del Nord. Anche perché, osserva, "le tensioni che ci sono in Irlanda del Nord sono precedenti al protocollo ed erano ben conosciute", anche dal governo britannico. Il pacchetto si basa sulle "flessibilità" già presenti nel protocollo e nel diritto Ue, andando anche "un poco al di là".

La "guerra delle salsicce"

Il primo non-paper verte sui problemi nel campo sanitario e fitosanitario, che comprende anche i prodotti di origine animale, come le ormai famose salsicce. Le merci di questo tipo devono essere soggette a controlli quando arrivano dalla Gran Bretagna in Irlanda del Nord. Ciò ha provocato penurie nei supermercati dell'Ulster, facendo scoppiare quella che è stata ribattezzata la 'guerra delle salsicce'. All'inizio l'Ue aveva proposto un accordo sul modello di quello che l'Unione ha con la Svizzera, che avrebbe rimosso "il 100% dei controlli su queste merci", ricorda la fonte. Il governo britannico ha rifiutato, "anche se molti lo volevano, in Irlanda del Nord". Pertanto, ora l'Ue propone una soluzione "su misura" per il movimento di alimenti dalla Gran Bretagna all'Irlanda del Nord. Secondo la fonte, "l'80% dei controlli verrà rimosso" per una "vasta gamma di prodotti venduti al dettaglio", come le salsicce. Naturalmente, perché questo possa accadere "i posti di controllo al confine devono funzionare, altrimenti i restanti controlli non potranno essere fatti".

Meno controlli

Di fatto, si propongono "meno controlli" da un lato, ma dall'altro "più garanzie in termini di governance" e più "sorveglianza di mercato". Sarà pertanto "essenziale" rafforzare i controlli lungo tutta la supply chain, sottolinea l'alto funzionario Ue. Per capire che cosa tutto questo significhi nella pratica, per esempio, un camion che trasporta 100 diversi prodotti alimentari dalla Gran Bretagna all'Irlanda del Nord oggi deve produrre altrettanti certificati. Con le nuove regole proposte dalla Commissione, dovrebbe compilarne "solo uno", a meno che non trasporti "merci molto specificamente individuate". Oppure, altro esempio, un'impresa che importa prodotti di origine animale, come yogurt, formaggio, carne di pollo o di tacchino, dalla Gran Bretagna nell'Irlanda del Nord non sarà più soggetta allo stesso livello di controlli. Oltre l'80% dei controlli di identità e fisici attualmente previsti "verrà rimosso", spiega la fonte, e questo "faciliterà molto" l'importazione di alimenti dalla Gran Bretagna. Tutto a patto che il governo britannico "aumenti il monitoraggio" dei flussi commerciali.

Dogane

Un secondo non-paper è dedicato alle Dogane. L'Ue propone di tagliare il 'paperwork', cioè le carte e i documenti da compilare, "della metà". Si amplia il concetto di merci che non mettono a rischio il mercato unico, già presente nel protocollo, coprendo più imprese e più prodotti: queste aziende e queste merci non dovrebbero pagare dazi, perché non rischiano di entrare nell'Ue. In pratica, più pmi potrebbero beneficiare di questa facilitazione, mentre ora solo imprese nordirlandesi con un basso giro d'affari che forniscono merci al dettaglio in Irlanda del Nord e che hanno la sede nella stessa Ulster possono essere coperte dallo schema. C'è spazio per estenderlo ad imprese con un giro d'affari più elevato e a fornitori con sede in Gran Bretagna, cosa che farebbe "una grande differenza", secondo la fonte. L'Ue propone di introdurre facilitazioni uniche nel loro genere, per ridurre ulteriormente il carico burocratico. Per esempio, un'impresa nordirlandese che acquista pezzi di ricambio per auto dalla Gran Bretagna dovrà fornire solo "informazioni di base", come il valore della merce, piuttosto che "l'intera serie delle informazioni prevista dal Codice Ue delle Dogane". In questo modo, "oltre la metà" delle formalità verrebbe tagliata. Insieme alle facilitazioni previste per le derrate alimentari, queste misure creerebbero una sorta di "corsia preferenziale", facilitando "molto" il movimento delle merci dalla Gran Bretagna all'Irlanda del Nord.

Medicinali

Il terzo non-paper riguarda i medicinali. Il risultato sarebbe che le imprese farmaceutiche della Gran Bretagna, quando forniscono medicine all'Irlanda del Nord, potranno svolgere tutte le loro funzioni nella sede in cui sono attualmente localizzate. In pratica, vuol dire che la Gran Bretagna "potrà continuare a fungere da hub per la fornitura di farmaci generici all'Irlanda del Nord", cosa che non è possibile con le regole attuali. In pratica, queste imprese non dovranno trasferirsi in Irlanda del Nord, dato che questo trasloco comporterebbe dei costi, il che si tradurrebbe o in un rialzo dei prezzi dei farmaci nell'Ulster oppure la compagnia potrebbe decidere che non vale più la pena di vendere prodotti farmaceutici in Irlanda del Nord. La proposta dell'Ue, secondo la fonte, assicura che la Gran Bretagna possa continuare a fornire farmaci all'Irlanda del Nord, senza che aumentino i costi.

Stakeholder

Il quarto non-paper riguarda la partecipazione democratica degli stakeholder, i portatori d'interesse, nell'Irlanda del Nord. L'Ue propone una serie di strumenti per aumentare lo scambio di informazioni e rendere più trasparente l'attuazione del protocollo, anche organizzando forme più strutturate di dialogo. L'Ue inizierà ora, probabilmente questa settimana, a discutere le proposte con le controparti britanniche. Non si fa però troppe illusioni: "Speriamo - dice l'alto funzionario Ue - che il Regno Unito sia realistico nelle sue domande. Se mostrerà pragmatismo, allora pensiamo che ci sia modo per andare avanti". In ogni caso, conclude, "speriamo per il meglio, ma ci prepariamo al peggio".

Tommaso Galavotti per AdnKronos

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