Airbus pronta a lasciare il Regno Unito se sarà Hard Brexit

L'azienda, che impiega nel Paese 14mila lavoratori, chiede maggiore chiarezza sugli esiti del negoziato: “Il divorzio dall'Europa avrà conseguenza negative per l'industra aerospaziale britannica”

Un duro colpo al governo di Theresa May è arrivato dall'Airbus. Il colosso aerospaziale ha minacciato di abbandonare il Regno Unito, con la conseguente perdita di migliaia di posti di lavoro, se ci sarà una Hard Brexit. L'azienda è spaventata per il fatto che Londra non dia alcuna certezza sull'esito dei negoziati, e con la scadenza del 29 marzo 2019 che si avvicina, si sta preparando ad ogni eventualità, anche quella di dover spostare in Cina, negli Usa o in un altro paese europeo, la sua produzione che attualmente si trova sull'isola.

Airbus ha pubblicato una 'valutazione del rischio' in cui scrive che è pronta a "riesaminare i propri investimenti nel Regno, e la sua presenza di lungo periodo nel Paese", se la Gran Bretagna uscirà dal mercato unico e dall'unione doganale senza un accordo di transizione valido.

14mila lavoratori a rischio

Airbus impiega al momento nel Regno Unito 14mila lavoratori in 25 diversi siti, e sono almeno 11mila le persone che lavorano nella sua catena di approvvigionamento. Nella valutazione di rischio si legge che se Londra lasciasse "immediatamente e senza accordo di transizione sia il mercato unico sia l'unione doganale" al momento della Brexit, vi sarebbero "gravi disagi e interruzioni alla produzione".

"In poche parole, uno scenario senza un accordo minaccia direttamente il futuro di Airbus nel Regno Unito", ha dichiarato Tom Williams, direttore operativo della divisione aviazione civile di Airbus. "In ogni caso Brexit ha gravi conseguenze negative per l'industria aerospaziale britannica e in particolare per Airbus", ha proseguito Williams, secondo cui “sebbene Airbus comprenda che il processo politico deve continuare, come azienda responsabile, abbiamo bisogno di dettagli immediati sui passi pratici che devono essere intrapresi per operare in modo competitivo". Ma se questo non accadrà "l'impatto sulle attività nel Regno Unito sarà significativo. Abbiamo cercato di evidenziare le nostre preoccupazioni negli ultimi dodici mesi, senza successo", ha denunciato il direttore operativo.

Il governo ha provato a rassicurare l'azienda, con un portavoce di May, che ha liquidato come irrealistica l'ipotesi del mancato accordo: “Dati i buoni progressi che stiamo continuando a fare nei negoziati, non ci aspettiamo che possa emergere uno scenario 'no deal'”, ha garantito.

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