Il Brennero e l'export italiano sacrificati sull'altare della (falsa) invasione di migranti

Tra maggio e giugno solo 2 clandestini sono stati intercettati alla frontiera. Ma l'Austria tira dritto e annuncia una stretta sui controlli a luglio e a settembre. Gli autotrasportatori italiani sul piede di guerra: "Ogni ora di ritardo al valico ci sota 370 milioni". E l'Ue tira le orecchie a Vienna e Berlino

Il pugno duro sui migranti sull'asse Roma-Vienna-Berlino rischia di costare caro all'economia italiana. L'Austria ha annunciato che ripristinerà i controlli alla frontiere a luglio e a settembre al valico del Brennero, misura che provocherà inevitabilmente rallentamenti alla circolazione in un asse centrale per il trasporto e l'export del Bepaese. Non a caso tra i primi a lanciare l'allarme ci sono gli autotrasportatori italiani: "Ogni ora di ritardo al valico ci costerà 370 milioni di euro".  

Il braccio di ferro sui migranti

La decisione dell'Austria di ripristinare i controlli alla frontiera con l'Italia è diretta conseguenza dello stallo in tema di immigrazione dell'ultimo vertice Ue. Il governo di Giuseppe Conte non ha accettato le richieste di Francia e Germania sui centri d'accoglienza "chiusi" e sulla stretta sui movimenti secondari, ossia il flusso di richiedenti asilo che dal nostro paese si spostano nel resto d'Europa. Berlino, su pressione del ministro degli Interni Horst Seehofer, ha deciso di attivare i controlli alla frontiera meridionale e di creare delle zone di transito lungo il confine per fermare i flussi di migranti dal Sud Europa, anche con respingimenti. L'Austria, dal canto suo, per non finire in un cul de sac, ha pensato bene di "blindare" il confine con l'Italia. E il valico del Brennero potrebbe farne le spese nonostante, dati della polizia del Tirolo alla mano, negli ultimi due mesi i migranti clandestini intercettati da quelle parti siano stati appena 2. E dall'inizio dell'anno il numero è stato intorno ai 100. Insomma, nessuna invasione. 

Le misure di Vienna

Vienna ha affermato di aver notificato l'intenzione di effettuare controlli temporanei alla frontiere con Germania e Italia, oltre che all'aeroporto di Innsbruck, tra il 9 e il 13 luglio in occasione di una riunione informale dei ministri della Giustizia e dell'Interno dei 28 nell'ambito della presidenza austriaca dell'Ue. Analoghi controlli alle frontiere con la Germania e con l'Italia, e all'aeroporto di Salisburgo, verranno effettuati tra il 17 e il 21 settembre in occasione di un Consiglio europeo informale. In maggio l'Austria aveva anche notificato l'intenzione di prolungare fino a novembre i controlli alla frontiera terrestre con Ungheria e Slovenia, che erano state introdotti nell'ottobre 2015 per l'afflusso di migranti e che sono stati mantenuti a causa dei movimenti secondari sulla rotta dei Balcani. 

L'avvertimento di Bruxelles

Questi controlli, prima di essere attivati, vanno pero' comunicati alla Commissione Ue. Che al momento pare non saperne nulla. "Stiamo seguendo la questione del Brennero da vicino, ma per ora non è stata presa nessuna decisione e quindi non possiamo dire di più in quanto non sono noti i dettagli", ha detto una portavoce della Commissione Ue, spiegando che in base alle regole Ue in ogni caso Vienna dovrebbe prima consultare la Commissione sull'introduzione delle misure, e in seguito notificargliele. Bruxelles deve infatti "verificarne la compatibilità con il diritto europeo". Una sorta di tirata d'orecchie che riguarda anche la Germania. 

Rischio contraccolpo per export made in Italy

Se le misure austriache saranno confermate, il timore dell'Italia è che questi controlli temporanei possano essere solo l'inizio di un "muro" più duraturo. Il settore dell'autotrasporto è in subbuglio: "Più volte ho evidenziato come decisioni che rallentano i collegamenti dei Paesi periferici al Centro dell’Europa siano incompatibili con il principio della libera circolazione delle persone e delle merci a livello europeo - dice il vicepresidente di Confcommercio e di Conftrasporto Paolo Uggè –  La decisione dell’Austria va immediatamente sanzionata". Secondo uno studio di Insfort e Conftrasporto, ogni ora di rallentamento al Brennero costa 370 milioni di euro. Dal valico, infatti, passano ogni anno 2 milioni di camion, che equivalgono a 30 miliardi di export made in Italy.   

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