L'Ue presenta il "conto di Trump" a Biden: 4 miliardi di dazi sui prodotti Usa

L'ex capo della Casa bianca aveva aperto un braccio di ferro commerciale con Bruxelles, mettendo a rischio anche l'export di alcuni dei pezzi pregiati del made in Italy. La Commissione Ue è pronta alla risposta, ma spera di seppellire l'ascia di guerra con il nuovo presidente

Da sinistra Joe Biden e Donald Trump

Tra i "regali" lasciati dall'ormai ex presidente Usa Donald Trump al nuovo inquilino della Casa Bianca, Joe Biden, ci saranno anche i 4 miliardi di dollari di dazi che l'Unione europea applicherà a una serie di prodotti Usa. Si tratta dell'ultimo atto della guerra commerciale scoppiata tra le due sponde dell'Atlantico e alimentata da Trump nel quadro della sua strategia di politica estera. Una strategia che adesso in molti sperano possa essere abbandonata dal nuovo corso a Washington, anche in Italia, visto che le tariffe Usa non hanno risparmiato alcuni pezzi pregiati dell nostro export agroalimentare (anche se in misura molto ridotta rispetto ai prodotti francesi e tedeschi).

La guerra dei dazi

Nell'attesa di capire se Biden cambierà davvero registro, Bruxelles ha annunciato che darà seguito al via libera del Wto, l'organizzazione internazionale del commercio, che ha ritenuto legittima la richiesta Ue di applicare dazi per 4 miliardi di dollari sui prodotti Usa importati nel Vecchio Continente. Le tariffe fanno parte della controversia che riguarda i due giganti produttori di aerei, l'europea Airbus (azienda partecipata da Francia, Germania e Spagna) e la statunitense Boeing: Washington ha accusato Bruxelles di sovvenzionare Airbus con aiuti di Stato, accusa che a sua volta Bruxelles ha mosso nei confronti degli aiuti Usa a Boeing. La Wto ha stabilito che entrambi hanno violato le regole commerciali internazionali. E così, nel 2019, Trump ha avuto l'ok a imporre dazi per 7,5 miliardi di dollari nei confronti dei prodotti Ue. E un anno dopo, Bruxelles ha avuto il via libera a fare lo stesso nei confronti dei prodotti Usa, anche se in misura minore: 4 miliardi, per l'appunto. 

Le speranze dell'Ue...

Il vicepresidente della Commissione Ue Valdis Dombrovskis ha annunciato che tali tariffe verranno attuate, ma nella speranza che possano essere ritirate al più presto. "Il presidente eletto Biden ha dichiarato più volte di essere un forte sostenitore delle alleanze internazionali, del multilateralismo e del miglioramento delle relazioni con l'Unione europea", ha detto il politico lettone. "Non vediamo l'ora di lavorare con l'amministrazione americana per affrontare difficoltà come il caso Airbus/Boeing - ha aggiunto - Sarà prioritaria un'agenda positiva di relazioni bilaterali capaci di fare progressi con riferimento alla riforma del Wto, al commercio e al cambiamento climatico". Temi che proprio oggi sono sul tavolo dei ministri Ue del Commercio.

...e quelle dell'Italia

E l'Italia? Le organizzazioni produttive, in particolare quelle dell'industria agroalimentare, da tempo lamentano i rischi della guerra commerciale tra Ue e Usa. Per prodotti pregiati del made in Italy come i vini e i formaggi, infatti, il mercato statunitense rappresenta uno degli sbocchi principali dell'export internazionale. A dirla tutta, i dazi di Trump hanno solo scalfito i nostri prodotti, prova ne sia che nel 2019 le esportazioni di prodotti agroalimentari sono ammontate a 4,7 miliardi di euro, mentre lo scorso agosto l'ormai ex capo della Casa bianca ha eliminato pasta, olio e vino dalle nuove tariffe. Coldiretti e Confagricoltura chiedono adesso che Biden elimini anche i dazi restanti, pari al 25% del valore, su formaggi, salumi, agrumi e liquori. "Il sistema agroalimentare italiano ha bisogno di mercati aperti e di regole condivise, per far ripartire la crescita delle esportazioni", dice il presidente di Confagricoltura, Massimiliano Giansanti.

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