Berlusconi chiede aiuto all'Ue contro "il disegno egemonico della Cina in Italia"

L'ex premier ha scritto un'interrogazione a Bruxelles: "Il rischio di una dipendenza dell'Europa da Pechino è incalcolabile"

Silvio Berlusconi - foto Ansa, Alessandro Di Meo

Silvio Berlusconi si è rivolto all'esecutivo comunitario per chiedere che Bruxelles intervenga per contenere quello che definisce un “disegno egemonico della Cina sull'economia italiana ed europea”.

L'interrogazione

In una interrogazione alla Commissione, firmata insieme ad Antonio Tajani, il presidente di Forza Italia ha ricordato che lo scorso 5 il Comitato Parlamentare per la sicurezza della Repubblica Italiana ha approvato una relazione “che mette in guardia dalla penetrazione di capitali cinesi nel tessuto economico italiano”, con gli investimenti delle aziende del colosso asiatico che “sono passati dai 573 milioni di euro del 2015 ai 4,9 miliardi del 2018”. Per l'ex presidente del Consiglio di questi investimenti “destano maggiore preoccupazione quelli in società che detengono asset infrastrutturali strategici”, con ad esempio “la sola multinazionale cinese State Grid che detiene il 35% di CDP Reti S.p.A. che controlla le reti energetiche (Snam, Terna, Italgas)”. Sul territorio italiano, continua ancora l'interrogazione, “operano 50.797 imprenditori nati nella Repubblica Popolare Cinese (17.000 nel manifatturiero)".

Rischio di dipendenza dalla Cina

Per Berlusconi e Tajani "questo fenomeno rientra nel disegno di espansione economica della Cina in Europa (acquisizione del porto di Duisburg in Germania, del Pireo in Grecia etc.)”, sottolineando che “il rischio di una dipendenza dell'Europa dalla Cina è incalcolabile”. I due eurodeputati di Forza Italia chiedono quindi alla Commissione di “rendere ancora più stringenti” le misure sul controllo degli investimenti diretti extraeuropei in settori strategici europei, e di avere una politica industriale europea più coordinata nonché di creare una struttura in grado di veicolare informazioni strategiche di tipo economico e industriale, provenienti dai servizi di sicurezza degli Stati membri.

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