"La Banca europea per gli investimenti finanzia progetti che violano i diritti umani"

Persone sgomberate, popolazioni indigene private della propria terra. Un report di due Ong punta il dito contro la costuzione di infrastrutture in diversi Paesi in via di sviluppo

La strada tra Nairobi e Mombasa - foto CEE Bankwatch

La Bei, la Banca europea degli investimenti finanzia diversi progetti infrastrutturali non solo in Europa, ma anche in diversi Paesi in via di sviluppo, e proprio lì questi progetti verrebbero attuati, anche grazie ai suoi soldi, in violazione dei diritti umani delle popolazioni locali. L'accusa contro la Bei è mossa da due Ong, Counter Balance e il Bankwatch Network, che puntano il dito contro diversi progetti in Paesi come Nepal, Kenya ma anche nella vicina Georgia.

Il rapporto

Nel report che si intitola "Può la Bei diventare la Banca europea per lo sviluppo?", le due organizzazioni, che monitorano la banca da 25 anni, offrono anche una serie di raccomandazioni dettagliate per riforme dell'istituto. Secondo il rapporto ad esempio nel Paese ex sovietico l'istituto sta sostenendo la costruzione della diga di Nenskra, che dovrebbe essere una delle più grandi centrali idroelettriche del Paese nella regione dell'Alto Svaneti. Come racconta il Guardian il rapporto afferma che oltre alla biodiversità e alle minacce di catastrofi naturali legate all'opera, la Bei non avrebbe applicato i propri standard per la protezione dei diritti delle popolazioni indigene, non riconoscendo la popolazione gli Svan e ignorando di conseguenza il loro diritto di prendere parte al processo decisionale sui progetti basati sulle loro terre tradizionali.

Violazioni in Kenya e Nepal

Il rapporto punta poi il dito contro la costruzione di una strada tra Mombasa e Nairobi in Kenya, che è costata lo sgombero forzato di oltre 100 persone da parte della polizia armata, e con più di 500 persone hanno presentato reclami contro l'istituto a seguito di quel progetto. In Nepal invece sarebbe il corridoio Marsyangdi, una linea di trasmissione dell'elettricità finanziata dalla banca, che starebbe presumibilmente procedendo senza il "consenso libero, preventivo e informato" delle popolazioni indigene colpite "anche se il progetto avrà un forte impatto sulle loro foreste e sui loro mezzi di sussistenza", afferma il rapporto.

Lavorare nell'interesse delle persone

“In un momento di crisi ecologica, sociale, economica e della salute pubblica, è della massima importanza che le banche pubbliche lavorino nell'interesse delle persone e dell'ambiente”, ha dichiarato il direttore di Couter Balance Xavier Sol, dicendosi allarmato del “fatto che il braccio finanziario europeo non sia attrezzato per agire come una vera banca di sviluppo e contribuisca effettivamente alle violazioni dei diritti umani in tutto il mondo". In risposta alla pubblicazione del rapporto un portavoce della Bei ha affermato che il testo conteneva "diverse dichiarazioni inesatte e fuorvianti" e che i suoi mandati di prestito e investimenti sono stati "costantemente valutati" da valutatori indipendenti.

In Evidenza

Potrebbe interessarti

I più letti della settimana

  • “Dal 1 gennaio basterà un ritardo di pagamento di 100 euro per finire nella blacklist delle banche”

  • Bimba di 2 anni uccisa dalla polizia, mobilitazione internazionale per chiedere giustizia

  • George Clooney attacca Orban: “In Ungheria solo rabbia e odio”. La replica: “Consigliato da Soros”

  • Sci, Austria contro l'Italia: "Nostri impianti resteranno aperti, se Ue ci obbliga ci risarcisca"

  • Dopo il confinamento la Francia vede la fine del tunnel. In Spagna a gennaio partono le vaccinazioni

  • Neonazismo e antisemitismo: si dimette l'alleato olandese di Giorgia Meloni

Torna su
EuropaToday è in caricamento