Merkel promette battaglia a Bruxelles per Lufthansa (a discapito della concorrenza europea)

La compagnia d bandiera tedesca ha rifiutato il piano di salvataggio da 9 miliardi perché non è disposta a cedere i suoi slot alle low-cost, per non perdere il predominio del mercato, e Berlino intende sostenere questa richiesta contro la volontà della Commissione

Angela Merkel - foto Ansa EPA/CLEMENS BILAN

La saga del salvataggio della Lufthansa è solo alle fasi iniziali. Ieri la compagnia di bandiera tedesca ha detto “nein” al piano di salvataggio del governo di Angela Merkel dal valore di nove miliardi di euro, pensato per salvare il vettore che sta perdendo un milione di euro l'ora volando solo all'1% del suo normale carico passeggeri a causa della pandemia di coronavirus, ritenendo le condizioni dettate dall'Unione europea per il suo via libera “inaccettabili”.

Le condizioni di Berlino

Il governo chiedeva una serie di interventi per ridurre le emissioni e avrebbe voluto nel consiglio di sorveglianza della Lufthansa due suoi rappresentanti, scelti tra tecnici indipendenti, e sarebbe entrato con una quota del 20% nell'azionariato della società, con la possibilità in futuro di salire al 25% più un'azione, che avrebbe reso lo Stato azionista di maggioranza. Condizioni dure ma accettabili vista la situazione.

Le condizioni di Bruxelles

Meno accettabili sono state ritenute però quelle delle autorità per la concorrenza comunitarie, guidate da Margrethe Vestager, che avevano subordinato l'operazione ad altre condizioni tra cui quella che l'azienda avrebbe dovuto cedere alla concorrenza, in particolare alle compagnie low cost come Ryanair, almeno sei (ma secondo alcuni fino a 20) slot e i relativi aerei negli aeroporti di Francoforte sul Meno e Monaco di Baviera.

Dura lotta

"Non permetteremo che ciò accada", ha però promesso la cancelliera secondo le ricostruzioni dell'autorevole rivista Der Spiegel, annunciando “una dura lotta” a Bruxelles sulla questione. In gioco ci sono le stesse regole di libera concorrenza europea che la Germania sembra voler piegare agli interessi della propria compagnia di bandiera.

La controproposta

Il quotidiano economico "Handelsblatt", ha raccontato che per superare lo stallo Lufthansa avrebbe risposto offrendo alla Commissione europea la cessione alla concorrenza soltanto tre coppie di slot e dei relativi aerei ed equipaggi, due a Francoforte e una a Monaco. Questo pee evtare l'ingresso in quegli spazi di compagnie come la Ryanair (che tra l'altro a sua volta ha annunciato una causa contro Lufthansa per il piano di salvataggio, poiché falserebbe la concorrenza). Poi addirittura la compagnia con sede a Colonia, sarebbe disposta a cedere gli slot esclusivamente per la durata della di stabilizzazione, riacquisendoli non appena avrà rimborsato i fondi concessi da Berlino.

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Preziosi slot

L'azienda è molto gelosa dei suoi slot, gli spazi di tempo in cui una compagnia ha diritto di decllare e atterrare. Il gruppo, che controlla anche la Austrian, la Brussels, la Swiss e la Eurowings tra tutte queste compagnie controlla già i due terzi degli slot di Francoforte e Monaco e il 60 percento di quelli degli aeroporti di Vienna, Zurigo e Bruxelles. E non è intenzionata a mollare la presa. "I francesi e gli italiani mettono i soldi nelle compagnie aeree che vogliono", ha lamentato un alto dirigente tedesco dell'aviazione, secondo quanto riportato da Politico, riferendosi ai piani di salvataggio da 7 e 3 miliardi di Air France e Alitalia, e assicurando che quella degli slot non è una battaglia che riguarda la concorrenza perché tanto "nei prossimi due anni tutti voleranno di meno". Ma il timore è che rinunciando agli slot a Francoforte e Monaco si metterebbero in pericolo i redditizi collegamenti con destinazioni in Asia e Nord America. Inoltre, i sindacati non vogliono che le bande orarie libere vadano a compagnie aeree con condizioni si lavoro meno vantaggiose.

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