“Basta dire agli altri paesi Ue cosa fare in economia”, la svolta del nuovo ministro tedesco delle Finanze

Lo ha dichiarato Olaf Scholz, colui che prenderà il posto del falco Schaeuble se il voto degli iscritti dell'Spd confermerà l'accordo sulla Grosse koalition. Ma nel suo stesso partito c'è chi non gli crede

Se c'è una poltrona del nuovo governo tedesco a cui buona parte dell'Europa guarda con più attenzione di quella della cancelliera Angela Merkel, è senza dubbio la poltrona di Olaf Scholz, l'ex sindaco di Amburgo che è stato designato a ricoprire l'incarico di ministro delle Finanze. Un ruolo ricoperto negli ultimi anni da Wolfgang Schaeuble, per molti uno dei più temibili falchi dell'austerity. Con il socialdemocratico Scholz ci si attende una svolta rispetto alle politiche del rigore, dentro e soprattutto fuori dalla Germania. E le sue prime dichiarazioni da ministro-designato lasciano ben sperare in tal senso.

Basta fare la maestrina d'Europa

"Non vogliamo prescrivere agli altri paesi europei come devono svilupparsi. Da questo punto di vista certamente in passato sono stati fatti errori", ha detto Scholz in una intervista allo Spiegel.  Ed è anche importante, ha aggiunto il sindaco di Amburgo, preoccuparsi delle conseguenze della Brexit: i tedeschi, dice, dovranno contribuire a riempire i vuoti che si verranno a creare nelle finanze della Ue, anche se "ovviamente non da soli". Allo stesso tempo, il probabile successore di Schaeuble ha voluto rassicurare chi si preoccupa per la tenuta dei conti tedeschi: "Noi socialdemocratici siamo per finanze solide", ha spiegato, anche la Spd si impegnerà a mantenere lo "zero nero", ossia il totale pareggio di bilancio. Per investimenti e voci di spesa in eccesso, il futuro responsabile alle Finanze fa capire che è necessaria un'ulteriore crescita dell'economia nonchè il ricorso a nuove tasse: "Dobbiamo vedere con attenzione cosa ci possiamo permettere e cosa no". 

Nella Cdu, il partito di Merkel, ha creato non pochi malumori - per non dire di peggio - il fatto che un ministero cruciale anche dal punto di vista degli equilibri europei, come quello delle Finanze, sia stato "ceduto" ai socialdemocratici. Molti, tra le file dei cristiano-democratici e dei loro "cugini" cristiano-sociali della Baviera, hanno avvertito che il tabù dello "zero nero" non dovrà essere toccato. Si vedrà.

Grosse koalition a rischio?

Ma per adesso, più che i futuri attriti con gli alleati di governo, a preoccupare la Spd è il voto degli iscritti, che dovranno dare il loro assenso alla Grosse koalition. L'ok non è scontato, viste le guerre interne che stanno scuotendo il partito e che hanno costretto l'attuale segretario, Martin Schulz, a ritirarsi dalla corsa alla poltrona di ministro degli Esteri. Tra i più agguerriti avversari della Grosse koalition ci sono i giovani del partito. A partire dalla loro leader, Annika Klose, Con Scholz sarà la svolta per l'Europa, la fine dell'austerità? “Ma figuriamoci – ha detto Klose in una intervista a Repubblica – Scholz è un vecchio esponente dell'Spd, che ha sempre appoggiato l'austerità”. 

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