Auto elettriche, l'Ue rilancia la corsa alle batterie. Ma l'Asia è lontanissima

Germania, Polonia e Svezia sono al centro dell'Alleanza creata dalla Commissione per recuperare i ritardi dell'industria europea. Secondo le stime, il mercato della nuova “benzina” varrà 250 miliardi. Oggi, l'88% è in mano a Cina, Giappone e Corea del Sud  

EPA/FILIP SINGER

Sempre più auto elettriche sono vendute nel mondo. Nel 2017, solo nei paesi Ue, le vendite hanno raggiunto le 120mila unità. E nel 2018, si attende un nuovo boom, con 200mila nuove vetture elettriche immesse su strada. Un business enorme. Peccato che il 51% delle batterie che muovono questi veicoli siano prodotte in Cina, il 21% in Corea del Sud e il 16% in Giappone. E che l'Europa si fermi a un misero 2%.

Il primo finanziamento Bei

Ecco perché la Commissione Ue ha lanciato nei mesi scorsi l'Alleanza per le batterie elettriche, un progetto vede in testa produttori tedeschi, polacchi e svedesi. Proprio in Svezia andrà il primo finanziamento in tale direzione della Bei, la banca europea degli investimenti: 52,5 milioni per creare un impianto di produzione di batterie della Northvolt. 

Un mercato da 250 miliardi

L'obiettivo di Bruxelles è conquistare più quote possibili di un mercato che nel 2025 potrebbe raggiungere i 250 miliardi di euro, sviluppando l'intera catena del valore delle batterie elettriche e riducendo la dipendenza dalle importazioni.
 
"Il potenziale stimato di questo settore in Europa è enorme", ha sottolineato il commissario Ue Maros Sefcovic, dato che "ci si aspetta che la nostra domanda salirà a 200 gigawattora e a 600 a livello globale". Per questo, hanno ribadito sia il vicepresidente della Commissione che i ministri di Germania, Polonia e Svezia, "nessun singolo attore può agire da solo". Il vicepresidente della Bei Andrew Mc Dowell ha quindi assicurato che, oltre ai finanziamenti già assegnati per un progetto in Svezia, "ci saranno ulteriori annunci nei prossimi mesi". "Abbiamo bisogno di una spinta da parte degli investimenti pubblici", ha sottolineato il ministro tedesco Matthias Machnig, e questo deve avvenire ora perché altrimenti, ha avvertito, "saremo fuori dai giochi per molti anni e questo colpirà a lungo la capacità industriale". 

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Il prossimo appuntamento chiave sarà il 23 febbraio agli 'Industry Days', in cui verrà presentata una roadmap concreta di impegni, mentre si terrà un nuovo incontro della 'coalizione dei volenterosi' prima dell'estate.

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