Agli azionisti 7,5 miliardi, a 200mila operai la disoccupazione: polemiche su Bmw, Daimler e Volkswagen

In Germania, i big dell'auto hanno deciso di utilizzare gli aiuti statali per i lavoratori dopo il blocco della produzione causato dalle misure anti-coronavirus. Ma non hanno rinunciato a distribuire i dividendi

Scaricare i costi sul settore pubblico per massimizzare i profitti privati. E' una delle accuse che viene spesso mossa al capitalismo. Ed è l'accusa che in questi giorni i socialdemocratici e la sinistra tedeschi stanno rivolgendo alle industrie più rappresentative della Germania, i big dell'auto Bmw, Volkswagen e Daimler, la casa produttrice della Mercedes. Il motivo è la decisione da parte dei manager di sfruttare il ricco programma di aiuti per i disoccupati varato dal governo per far fronte all'emergenza coronavirus. Cosa che ha comportato il licenziamento, si spera temporaneo, di più di 200mila operai. Nulla di scandaloso, se non fosse che le stesse aziende, compreso il big dei fornitori del settore Continental, abbiano pianificato di consegnare agli investitori 7,5 miliardi di euro, come scrivono il Financial Times e Le Monde.

"L'indennità di lavoro di breve durata è un aiuto di Stato", ha dichiarato al Financial Times Carsten Schneider, deputato dei socialdemocratici al Bundestag. "Coloro che fanno affidamento sugli aiuti di Stato non possono contemporaneamente distribuire utili agli azionisti", ha continuato, sollecitando tutte le società che ricevono il sussidio a interrompere immediatamente il pagamento dei dividendi. "Questa è la brutta faccia del capitalismo", ha aggiunto.

In Germania, per sopperire allo stop alla produzione e ad altre attività economiche, il governo ha messo a punto un programma di sussidi, gestito dall'Agenzia federale per l'occupazione, che copre fino al 67% dei salari dei lavoratori licenziati in via temporanea. Al 31 marzo, ben 470mila aziende tedesche avevano presentato una richiesta di disoccupazione parziale all'Agenzia, secondo quanto riferisce Le Monde. 

Tra i richiedenti ci sono multinazionali come Adidas e Tui, ma anche compagnie aeree come Lufthansa e la banca Commerzbank. Proprio quest'ultima ha annunciato che non distribuirà dividendi agli azionisti, vista la situazione e dato anche che tra gli azionisti c'è proprio lo Stato tedesco. E lo stesso dovrebbe fare la compagnia di bandiera Lufthansa. Ma la stessa "sensibilità" non sembra fare breccia tra i manager dell'automotive. Ecco perché la sinistra tedesca chiede un intervento del governo che vieti la distribuzione dei dividendi agli azionisti da parte di quelle società che ricorrono agli aiuti statali. 

"Se le società quotate vogliono usufruire di forme di aiuti di Stato, i pagamenti dei dividendi agli azionisti devono essere interrotti, mentre i bonus per i membri dei consigli d'amministrazione vanno immediatamente cancellati", ha affermato Dietmar Bartsch, leader di Die Linke.  "I contribuenti non servono da assicurazione globale per le ricchezze degli azionisti e dei membri del consiglio di amministrazione", ha aggiunto.

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Per il momento, il governo non ha preso alcuna decisione. Come spiega il quotidiano Handelsblatt, le mosse delle case automobilistiche non sarebbero legate solo a ragioni egoistiche. Per esempio, una parte dei dividendi di Bmw e Volkswagen vengono distribuiti anche ai lavoratori, che detengono una parte delle azioni. Mentre Daimler teme che senza dividendi, alcuni investitori potrebbero abbandonare la casa automobilistica peggiorando la situazione di crisi che si trascina da qualche anno e che il coronavirus sta peggiorando ulteriormente.

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