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Lunedì, 8 Agosto 2022
Manchester / Regno Unito

Autista licenziata dopo 34 anni di servizio perché "troppo bassa"

In questi giorni è stata lanciata una petizione che ha raccolto oltre 13mila firme. Secondo l'azienda, data la sua altezza, non è in grado di guidare i nuovi autobus

Era il 1987 quando Tracey Scholes divenne la prima donna a lavorare come autista per la contea di Manchester. Ma adesso, a distanza di trentaquattro anni, la donna è stata licenziata da Go Ahead, gruppo che si occupa del trasporto pubblico nella città britannica, perché considerata incapace di guidare i nuovi autobus recentemente acquistati dall'azienda. Il motivo? È troppo bassa. Un caso che ha fatto subito il giro di media e social, con tanto di petizione a suo sostegno lanciata pochi giorni fa e che ha già raccolto oltre 13mila firme, tra cui quelle di colleghi e di varie celebrità britanniche. Il risultato è stato un parziale reintegro. Ma la battaglia della donna non si ferma qui.

Scholes era stata inizialmente sospesa e poi licenziata con 12 settimane di preavviso. Il motivo è che nei nuovi autobus la posizione degli specchietti retrovisori e di uno dei pilastri della porta in plexiglass impediscono a Scholes di guidare correttamente. "Quando ho iniziato questo lavoro 34 anni fa, potevo guidare qualsiasi mezzo si trovasse nel deposito. Ora non più. Se una bicicletta o un pedone dovesse camminare sul lato vicino al veicolo non posso vederlo, mi blocca la vista, e questo non è sicuro", ha raccontato la donna. 

Con il supporto di Unite, il suo sindacato, e alla petizione lanciata da colleghi e condivisa da personaggi famosi, Tracey Scholes è riuscita a ottenere un parziale passo indietro da parte dell'azienda, che l'ha reintegrata consentendole di guidare i vecchi autobus ancora in circolazione. Il problema è che comunque le tratte coperte dai vecchi mezzi sono sempre meno, e il suo stipendio è stato comunque tagliato. Con il rischio di rimanere nuovamente per strada a breve. "Ha svolto 34 anni di servizio impeccabile. È inconcepibile quello che sta facendo Go Ahead", ha detto Sharon Graham, segretaria generale dell'Unite, che ha chiesto all'azienda che la donna venga reintegrata con lo stipendio pieno. "Ho tre figli, sono vedova e ho un mutuo da pagare. Non posso sostenere un taglio di stipendio", ha spiegato Scholes al Guardian

Il suo caso ha sollevato anche dei dubbi sull'acquisto dei nuovi autobus. Secondo Caroline Criado-Perez, attivista per i diritti delle donne al lavoro, questi mezzi sarebbero non a norma secondo le regole Ue in vigore nel Regno Unito all'epoca del loro acquisto: tali norme, infatti, fissano il limite minimo di altezza che gli autobus devono prevedere per il conducente. Un minimo che sarebbe inferiore all'altezza di Scholes. 

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