Al via le trattative per il libero scambio tra Ue e Australia

L'Europa è già il secondo partner commerciale del Paese e il commercio di beni potrebbe aumentare, secondo le previsioni della Commissione, del 37%. La Coldiretti: “Attenzione a non legittimare ancora, come negli altri accordi, le imitazioni del Made in Italy”

Malcolm Turnbull, premier Australia, con la commissaria Ue Cecilia Malmström.

Unione europea e Australia hanno dato il via alle trattative per raggiungere un accordo commerciale di libero scambio. Oggi a Canberra la commissaria al Commercio Cecilia Malmström ha incontrato il premier australiano Malcolm Turnbull e il ministro per il Commercio Steven Ciobo. "Sono impaziente di accogliere l'Australia nel gruppo sempre più ampio di partner commerciali che condividono i nostri stessi principi”, ha dichiarato Malmström affermando che è “incoraggiante, in questi tempi difficili, vedere che l'Australia condivide il nostro impegno a favore di un'agenda commerciale positiva e l'idea che accordi commerciali validi costituiscono una vittoria per entrambe le parti”. Il risultato dei negoziati, ha promesso la commissaria, “sarà un accordo che offrirà chiari vantaggi sia all'Ue che all'Australia, aumenterà le opportunità economiche per le imprese, grandi e piccole, e creerà posti di lavoro".

Ue secondo partner di Sidney

L'Ue è già il secondo partner commerciale dell'Australia. Gli scambi bilaterali di merci tra l'Ue e l'Australia sono aumentati in modo costante negli ultimi anni, fino a raggiungere quasi 48 miliardi di euro l'anno scorso. I settori in cui si registra la maggioranza delle esportazioni europee nel Paese sono le attrezzature di trasporto, i macchinari e le apparecchiature, i prodotti chimici e quelli alimentari e i servizi. Gli scambi bilaterali di servizi ammontano a circa 28 miliardi di euro.

Secondo le previsioni della Commissione gli scambi di merci tra l'Australia e l'Ue potrebbero aumentare del 37% in caso di un accordo commerciale ambizioso e il commercio di servizi dell'8%.

Rischi per il made in Italy

Preoccupata per l'avvio dei negoziati la Coldiretti che in una nota ha denunciato che l’Australia “è tra i Paesi a maggiore diffusione delle imitazioni dei prodotti agroalimentari Made in Italy che sono state pericolosamente legittimate negli ultimi accordi commerciali bilaterali siglati dall’Unione Europea”. In Australia, sostiene la Coldiretti, sono molto diffuse le imitazioni dei prodotti agroalimentari dello Stivale, dal parmesan “perfect italiano” alla mozzarella, dalla ricotta ai vini come il prosecco, fino addirittura ai kit per produrre tipici salumi calabresi e siciliani in casa. L'associazione denuncia anche l'esistenza nel Paese di pratiche enologiche come le miscele di vini da tavola bianchi e rossi per produrre un “finto rosè”, pratiche vietate in Europa che sono possibili invece in Nuova Zelanda e in Australia.

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Il presidente Roberto Moncalvo ha definito “grave” che “non sia stata prevista in questo caso la ratifica dei parlamenti nazionali nonostante la crescente diffidenza da parte dei Paesi europei nei confronti di questo tipo di accordi”. In realtà la ratifica da parte dei parlamenti, come nel caso del libero scambio con il Canada, il Ceta, è prevista, o almeno sarà prevista se si tratterà anche in questo caso di un accordo cosiddetto “misto”, che riguarda materie di competenza sia di Bruxelles che dei Paesi membri. “Se si tratterà di un accordo misto però è presto per dirlo, si potrà sapere solo al termine delle trattative”, ha spiegato ad Europa Today un portavoce dell'esecutivo comunitario.

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