Aumento in busta paga e 28 ore a settimana: esultano gli operai tedeschi

Accordo raggiunto per 900mila metalmeccanici, che potranno richiedere un orario ridotto per due anni senza perdere soldi. Anzi, lo stipendio è cresciuto del 4,3%. I sindacati: "E' la pietra angolare del lavoro flessibile del 21esimo secolo"

ANSA / ALESSANDRO DI MARCO

I saggi della cancelliera Angela Merkel avevano suggerito di abolire il limite delle 8 ore di lavoro al giorno. Una proposta che aveva messo sul piede di guerra sindacati e una parte delle forze politiche tedesche. Il "suggerimento" è ancora sul tavolo della cancelliera, alle prese in queste ore con le ultime trattative per formare un governo di coalizione con i socialdemocratici. Ma nel frattempo, i sindacatti sono riusciti a strappare un accordo storico che va in direzione diametralmente opposta: i metalmeccanici della regione della Baden-Wuerttenberg non solo avranno un aumento in busta paga del 4,3%, ma potranno accorciare la settimana lavorativa a 28 ore, per un periodo massimo di due anni.

Un accordo pro-famiglie

Si tratta di un accordo regionale e pilota, ma che potrebbe venire replicato in altre parti della Germania e in altri settori produttivi. Secondo l'accordo, come scrive Repubblica, la settimana accorciata potrà essere chiesta più di una volta, durante la carriera lavorativa. Per contro, le aziende potranno aumentare la quota di dipendenti che vogliono allungare la settimana di lavoro a 40 ore.

In un paese in cui è ancora forte la separazione tra orari di ufficio e tempo libero, l'accordo raggiunto dal potente sindacato IgMetall aggiunge un altro tassello a favore di una politica industriale orientate alla famiglia. E non solo alla massimizzazione della produttività lavorativa a ogni costo. "Chi avrà bisogno di occuparsi dei figli piccoli o di parenti malati o svolge un lavoro usurante non subirà neanche il taglio dello stipendio, a fronte del taglio delle ore. Un punto su cui sindacati e aziende si erano scontrati duramente", scrive sempre Repubblica.

L'accordo riguarderà per il momento 900mila lavoratori della regione, dove hanno sede case automobilistiche come Daimler e Porsche, ma potrebbe presto essere esteso ai 3,9 milioni di lavoratori metalmeccanici del resto della Germania. Per il capo di IGMetall, Jörg Hofmann, si tratta di una "pietra miliare verso un mondo del lavoro moderno, in cui ognuno potrà scegliere per sé". Il presidente di Gesamtmetall, Rainer Dulger commenta: "è la pietra angolare del lavoro flessibile del 21esimo secolo".

La questione del limite delle 8 ore

Vinta questa battaglia, i sindacati tedeschi sono pronti a riprendere gli scudi qualora la cancelliera Merkel dovesse dar seguito alla proposta dei suoi consiglieri di abolire il limite, quasi sacro da quelle parti, delle 8 ore lavorative quotidiane. Il presidente dei cinque consiglieri economici del governo, Christoph Schmidt, ha spiegato che “ormai l’idea che la giornata lavorativa inizi la mattina in ufficio e si concluda con l’abbandono pomeridiano dell’azienda, è obsoleta”. Nell’epoca digitale, bisogna introdurre più flessibilità: “Le aziende hanno bisogno della certezza che non infrangono la legge se un impiegato partecipa di sera a una conferenza telefonica e se a colazione legge le mail”. 

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Per il presidente del sindacato Dgb, Reiner Hoffmann, invece, i tempi sono cambiati e per molti lavori vale già una deroga perenne alle otto ore. Abolire il limite giornaliero, per i rappresentanti dei lavoratori, significherebbe soltanto legittimare abusi.
 

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