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Astrazeneca guadagnerà 2 miliardi quest'anno grazie ai vaccini, Pfizer oltre 15 (se non il doppio)

Nonostante il braccio di ferro con l'Ue, la casa anglo-svedese ha visto crescere del 15% gli affari complessivi nel primo trimestre del 2021. Ma mai quanto la tedesca BioNTech e la statunitense Moderna. Ecco tutte le cifre dei ricavi generati dai principali vaccini contro il Covid-19

Astrazeneca è finita nel mirino dell'Unione europea per i suoi ritardi nella consegna dei suoi vaccini contro il Covid-19 ai Paesi membri. Bruxelles ha intrapreso un'azione legale nei confronti della multinazionale anglo-svedese: in ballo c'è il futuro di decine di milioni di dosi che Ue e Stati hanno pre-acquistato, ma che rischiano di restare nei magazzini dopo alcuni decessi imputati alla somministrazione di tale farmaco. Nonostante questo, gli affari di Astrazeneca sembrano andare discretamente: già nel primo trimestre, i vaccini anti-Covid hanno garantito ricavi per 224 milioni di euro solo in Europa. E gli analisti prevedono che da qui a dicembre, tali ricavi potrebbero raggiungere i 2 miliardi. Cifra di tutto rispetto, ma che impallidisce se confrontata con quella dei diretti concorrenti Pfizer-BioNTech e Moderna: stando alle previsioni interne e a quelli degli analisti, i due vaccini dovrebbero garantire ai rispettivi proprietari ricavi intorno ai 20 miliardi di dollari solo nel 2021.

I conti in tasca a Pfizer

Pfizer e il laboratorio tedesco che ha sviluppato il vaccino (la BioNTech) sono quelli che sembrano avviati a ottenere i maggiori introiti dalla vendita del loro vaccino Comirnaty. Solo per l'Ue, stando a quanto emerge dal contratto stipulato con Bruxelles, la vendita delle prime 200 milioni di dosi dovrebbe generare un introito di 3,1 miliardi di euro, dato che ogni singola dose costa in media 15,5 euro (ma il prezzo è destinato a salire per le prossime consegne). Un introito simile dovrebbe essere garantito dalla vendita del vaccino agli Usa, mentre altre 50 milioni di dosi dovrebbero andare ai Paesi a basso reddito nell'ambito dell'iniziativa internazionale Covax.

In base ai primi accordi con i governi, Pfizer prevede ricavi per 15 miliardi di dollari nel 2021 (e altrettanti dovrebbero andare alla tedesca BioNTech). Ma il bottino potrebbe raddoppiare qualora dovessero scattare nuovi ordini. Un'eventualità che pare ormai cosa fatta, vista l'intesa con l'Ue non solo per l'acquisto di dosi aggiuntive nel 2021, che stanno coprendo quelle mancanti di Astrazeneca, ma anche per un maxi appalto da 1,8 miliardi di dosi per il 2022-2023. L'anticipo per il primo ordine Ue, tanto per avere un'idea, era stato di 700 milioni di euro, il più alto concesso finora da Bruxelles.

Moderna

Anche la statunitense Moderna ha ottenuto un buon anticipo dall'Ue: circa 318 milioni di euro per 80 milioni di dosi, ha rivelato Report. Secondo la stessa azienda, l'ammontare delle vendite per il 2021 dovrebbe portare alle sue casse intorno ai 18 miliardi di dollari. Gli analisti di Barclays sono più ottimisti: almeno 20 miliardi. Di sicuro c'è l'aumento record del valore delle azioni della società: +327% nell'ultimo anno, secondo il Guardian. Il suo direttore esecutivo, il francese Stéphane Bancel, detiene il 9% delle azioni: oggi valgono intorno ai 5 miliardi.

Astrazeneca

E andiamo ai più "poveri" della compagnia: Astrazeneca. Dell'aumento del valore delle azioni di Moderna abbiamo già parlato. In quanto a balzi notevoli, va segnalata anche la tedesca BioNTech, che ha visto crescere di oltre il 150% il suo valore di mercato, sempre secondo il Guardian. Stando ai dati del marzo scorso, invece, Astrazeneca ha subito una contrazione del valore delle azioni dell'8% circa. Eppure, come dicevamo, la casa farmaceutica prevede comunque di incassare ricavi alla fine del 2021 pari almeno a 1 miliardo di dollari. Gli analisti di SVB Leerink sostengono che questi potrebbero sfiorare anche i 2 miliardi.

Senza dubbio pesa sui futuri introiti il braccio di ferro con l'Ue: l'azione legale intentata dalla Commissione, anche qualora i giudici belgi dovessero stabilire che Astrazeneca non ha violato il contratto con Bruxelles (cosa che sembra emergere da documenti e valutazioni finora pubblici), rischia di comportare comunque contraccolpi economici all'azienda. Stando a quanto si evince dal contratto, l'Ue (e i suoi Stati membri) avrebbero già pagato per il vaccino anti-Covid di Astrazeneca circa 300 milioni di euro (tra anticipo e dosi già consegnate). In cambio, la casa farmaceutica si sarebbe impegnata a consegnare 120 milioni di dosi entro il marzo 2021, quando invece a oggi sono solo 30 milioni. 

Va detto anche che il prezzo per dose di Astrazeneca è nettamente inferiore a quello di Pfizer e Moderna: circa 3 euro, un prezzo “no profit”, scrive Report, "ma che vale però solo fino a luglio 2021. Da quel momento la casa farmaceutica potrà autonomamente cambiare i prezzi, a meno che non dovesse ritenere, 'a sua coscienza' che la pandemia non sia finita". Non è chiaro se questa previsione valga anche per gli altri contratti stipulati in giro per il mondo, che fanno del vaccino di Astrazeneca il più diffuso nel globo, in particolare nei Paesi a basso e medio reddito. Un punto su cui l'ad Pascal Soriot punta molto in queste settimane per rilanciare l'immagine dell'azienda. 

Una casa farmaceutica umanitaria?

Astrazeneca, ricorda il Guardian, ha spedito 48 milioni di dosi a 120 Paesi attraverso l'iniziativa globale di condivisione dei vaccini Covax, l'80% del quale è andato a Paesi a basso e medio reddito. In totale, quest'anno ha fornito più di 300 milioni di dosi di vaccino a più di 165 Paesi. "Abbiamo fatto del nostro meglio per aiutare il mondo", ha detto Soriot. "Siamo orgogliosi delle vite che abbiamo salvato", ha aggiunto l'ad ricordando il caso dell'India, dove, grazie a un accordo con il locale Serum Institute, c'è forse il principale centro di produzione di vaccini Astrazeneca nel mondo. In India, il 90% delle vaccinazione sono state effettuate con questo farmaco (o meglio, la versione commerciale indiana) e il governo ha bloccato l'export per far fronte alla grave emergenza nazionale che rischia di avere ripercussioni anche all'estero, Europa comptresa. "Immagina come sarebbe l'India se non ci fossimo fatti avanti? Il mondo ha bisogno di questo vaccino", ha sottolineato Soriot al Guardian. 

Astrazeneca, comunque, non è una ong umanitaria. E, come è giusto che sia, ha il dovere di far quadrare i conti. Guardando ai flussi di cassa del primo trimestre 2021, sembra quasi che i fondi ricevuti da Ue e Regno Unito siano serviti a promuovere la produzione globale di vaccini: dei 275 milioni di dollari di ricavi legati al vaccino, infatti, ben 224 milioni provenivano dall'Europa. Nulla di eccezionale, rispetto ai concorrenti Pfizer e Moderna. Ma va anche detto che il primo trimestre dell'anno di Astrazeneca, al di là del suo vaccino anti-Covid, ha stupito gli analisti: i ricavi complessivi hanno raggiunto i 7,3 miliardi di dollari, in aumento del 15% rispetto allo scorso anno. In particolare, ha giovato ai ricavi l'exploit di nuovi farmaci, come quello per il diabete Forxiga: proprio lo scorso novembre, l'agenzia Ue per i medicinali, l'Ema, aveva autorizzato il suo uso per i 15 milioni di europei che soffrono di insufficienza cardiaca, non solo per i diabetici. 

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