Studio accusa Apple: "Continua a usare le leggi irlandesi per eludere il fisco in Europa”

Una indagine commissionata dalla Sinistra Unita Gue punta il dito cntro la multinazionale di Cupertino: “Grazie a un abuso di scappatoie legali versa solo lo 0,7% di imposte sui profitti nell'Ue”

La Apple continua ad usare l'Irlanda come un “paradiso fiscale” interno all'Ue per evitare di pagare la giusta quota di tasse per le sue attività in Europa. È l'accusa di un rapporto commissionato dal gruppo di sinistra unita Gue al Parlamento europeo che parla di “evasione fiscale sistematica” e “abuso di scappatoie legali” da parte della multinazionale di Cupertino tra il 2015 e il 2017. Lo studio ha preso in esame l'aliquota dell'imposta sulle società pagata da Apple a livello globale e nell'Unione europea dopo aver apportato modifiche significative alla sua struttura societaria nel 2015, e analizza soprattutto i metodi che Apple utilizzerebbe per continuare a evitare di pagare utilizzando la legislazione dell'Irlanda, Paese in cui è basata gran parte delle attività dell'azienda.

Informazioni insufficienti sulle imposte

Lo studio denuncia che Apple non fornisce informazione sufficienti su dove fa profitti e versa imposte. Negli Usa paga 13,9 miliardi di dollari ma solo 1,7 miliardi per tutto il resto del mondo e la ricerca suggerisce che sarebbe solo un misero 0,7% la percentuale di tasse sui suoi profitti Ue. La multinazionale ha 20 sussidiarie in tutto il pianeta e cinque delle sette più importanti sono in Irlanda. A queste ultime viene affidato un ruolo cruciale nella detenzione di liquidità, il cui ammontare non verrebbe precisato e neanche sottoposto a giista tassazione.

Nel mirino anche Microsoft, Google e Facebook

Apple “ha utilizzato le leggi irlandesi precedenti al 2015 per attuare strategie di elusione fiscale”, e “la proprietà intellettuale, in particolare, è stata fondamentale per il trasferimento degli utili in Irlanda”, afferma lo studio. L'indagine punta il dito anche su altre multinazionali che come quella fondata da Steve Jobs, avrebbero sfruttato le regole di Dublino per risparmiare milioni di euro. Anche Starbucks, Microsoft, Google, Facebook, AirBnB e Pfizer avrebbero sfruttato accordi denominati “Double Irish”, il “Dutch Sandwich” e il “Single Malt”, il trattato tra Irlanda e Malta, per evadere le tasse. Da parte sua, sottolinea sempre lo studio, il governo irlandese sarebbe stato lento o riluttante nell'eliminazione “le numerose scappatoie legali che hanno consentito a Apple di sfruttare il suo sistema fiscale”.

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La Apple era stata anche invitata dal Parlamento europeo in un'audizione speciale questa settimana sulle rivelazioni del "Paradise Papers", ma l'azienda ha rifiutato di partecipare.

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