Sabato, 16 Ottobre 2021
Lavoro

Dall'Antitrust Ue allo studio legale che si occupa di aiuti di Stato per Lufthansa, Lega: vergognoso

Il vicepresidente della DG Concorreza assunto a Bruxelles dalla Latham & Watkins. Il capo delegazione del Carroccio all'Europarlamento Campomenosi: “Colui che fino ad ora ha gestito il dossier Alitalia sarà al servizio della compagnia di bandiera tedesca, è un conflitto d'interessi”

È stato per anni ai vertici della Direzione generale per la Concorrenza della Commissione europea, dove ha ricoperto prima il ruolo di vicedirettore per Fusioni dal 2014 al 2019 quando con lo stesso ruolo ha iniziato ad occuparsi di aiuti di Stato. Ma adesso, Carles Esteva Mosso, ha deciso di passare al settore privato ed è stato assunto a Bruxelles dallo studio legale Latham & Watkins che si occupa proprio di pratiche legate all'antitrust.

Conflitto d'interessi

Ma questo passaggio ha scatenato le proteste della Lega che denuncia che lo studio legale lavora per la Lufthansa e che quindi si tratterebbe di un “caso di conflitto di interessi gravissimo a livello europeo, sul quale la Commissione deve intervenire subito per fare chiarezza”. Lo afferma in una nota Marco Campomenosi, capo delegazione del Carroccio al Parlamento Europeo, che si chiede: “Colui che fino a oggi ha gestito il dossier di Alitalia, da domani sarà al servizio di Lufthansa? Sarebbe inaccettabile”. “Altro che esempio da seguire e contrasto alle 'sliding doors': la Commissione Europea, sempre scrupolosa e inflessibile nei confronti del nostro Paese, sempre pronta a puntare il dito contro gli Stati membri su questi temi, su questo scandalo che avviene in casa propria non ha alcunché da dire?”, continua il leghista che parla di un “ennesimo atteggiamento discriminatorio dell’Ue”, dove c'è “ancora una volta concorrenza sleale che penalizza l’Italia”. Per questo ha annunciato di voler presentare un’interrogazione alla commissaria all'Antitrust Margrethe Vestager. Il timore è che lo spagnolo Esteva Mosso possa usare la sua influenza e i suoi contatti a Bruxelles per condizionare le scelte dell'esecutivo comunitario, istituzione per cui ha lavorato per anni sempre nel settore della Concorrenza, anche nel gabinetto dell'allora commissario all'Antitrust Mario Monti dal 1999 al 2004.

Il caso Barroso

Nel luglio 2016 fece scalpore l'assunzione dell'ex presidente della Commissione, José Manuel Durão Barroso, alla Goldman Sachs. Il portoghese, che aveva guidato l'esecutivo prima di Jean-Claude Juncker per due mandati, aveva rispettato il periodo di 18 mesi in cui gli ex commissari e funzioari sono obbligati a notificare a Bruxelles nuovi incarichi e hanno il divieto di fare attività di lobby. In risposta alle polemiche Juncker introdusse poi un nuovo codice di condotta per gli alti funzionari comunitari, estendendo da 18 mesi a due anni per gli ex commissari e tre per gli ex presidenti il periodo in cui devono astenersi da contatti con membri e dipendenti della Commissione a scopo di lobby. Ma questo non vuol dire che, dal punto di vista legale, non possono però lavorare per aziende private mettendo loro a disposizione le proprie conoscenze acquisite nel corso degli anni a Bruxelles.

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