Macron e Merkel vogliono il gigante Ue dei treni. Ma Bruxelles frena ancora

Tedeschi e francesi hanno rivisto la loro proposta per la fusione dei colossi del trasporto ferroviario Alstom e Siemens. Ma per Bruxelles l'operazione viola ancora le norme antitrust

Il gigante europeo dei treni puo' attendere. Stando a quanto riporta Bloomberg, la Commissione Ue ha bocciato la nuova proposta avanzata dai dirigenti dei due colossi del settore, la francese Alstom (Tgv e Eurostar per intenderci) e la tedesca Siemens, di creare un unico mega-gruppo europeo del trasporto ferroviario sul modello di quanto fatto con Airbus in passato. 

La commissaria Ue alla Concorrenza Margarethe Vestager avrebbe ancora una volta alzato dei paletti per via dei rischi di monopolio che una tale operazione potrebbe creare nei comparti dell’alta velocità, del trasporto regionale e di quello metropolitano su scala europea. Si tratta del secondo stop arrivato da Bruxelles dopo quello dello scorso novembre. 

A poco sono servite le rassicurazioni fornite nei giorni scorsi da Alstom e Siemens. I due gruppi, in una nota diffusa in mattinata, hanno "deciso di modificare ulteriormente i rimedi" offerti alla Commissione Ue "per rispondere ai timori" di effetti negativi sulla concorrenza. Per Alstom e Siemens le nuove concessioni apportate per un via libera alla fusione rappresentano un "pacchetto" che "preserva il valore industriale ed economico dell'operazione". Tuttavia, “non vi è ancora certezza che il contenuto di questo pacchetto sarà sufficiente ad alleviare le preoccupazioni della Commissione. Una decisione della Commissione è prevista entro il 18 febbraio 2019", conclude la nota.

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Se confermata, la decisione dell'Antitrust Ue di bocciare la fusione deluderebbe non solo le due aziende, che speravano di competere ad armi pari con il colosso cinese Crrc, ma anche la cancelliera tedesca Angela Merkel e il presidente francese Emmanuel Macron, i quali speravano di replicare su strada ferrata l’operazione che vide nascere Airbus, il gigante degli aeromobili. L’avvento di una compagnia “Railbus” sarebbe utile in ottica globale, secondo chi sostiene il progetto di fusione, per contrastare lo strapotere del primo vettore ferroviario cinese, come dimostrato dalla sproporzione sui ricavi tra le aziende leader nel settore.

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