Prima gli aiuti, poi la chiusura: ecco come Londra convince le Regioni ad accettare il lockdown

Quando una zona del Paese deve passare al livello massimo di restrizioni, i sindaci contrattano aiuti aggiuntivi per le imprese, che vanno a sommarsi a quelli già messi in campo a livello nazionale. I duri di Manchester sono riusciti a strappare 60 milioni in più

Foto Ansa EPA/PETER POWELL

Il Regno Unito sta cercando in tutti i modi di evitare un nuovo lockdown nazionale, e per farlo ha introdotto un sistema a tre livelli (Tier) di restrizioni, differenziando le misure a seconda del numero dei casi presenti in ogni regione. Fino ad ora il governo di Boris Johnson è riuscito a evitare manifestazioni di protesta come quelle che si sono svolte a Napoli e poi diffuse nel resto d'Italia, concordando preventivamente con gli enti locali interessati degli interventi economici specifici per le zone messe nei mini lockdown (il Tier 3), interventi che si vanno a somare a quelli validi su tutto il territorio nazionale. Questo perché al di là dell'emergenza sanitaria, che nessuno nega, c'è anche quella economica e il Paese sta cercando di fare in modo che le due non vadano (troppo) in contrasto. Gli interventi aggiuntivi servono soprattutto ad aiutare la categoria al momento più colpita dalla crisi, quella dell'ospitalità: bar, pub, ristoranti e alberghi.

L'ultimo mini-lockdown

A partire da oggi, venerdì 20 ottobre, l'ultima contea a entrare nel Tier 3 è quella di Nottinghamshire, questo significa che lì, tra le altre cose, tutti i bar e i pub saranno chiusi, tranne quelli che servono “pasti sostanziali” e che potranno continuare a servire i clienti ma soltanto piccole tavolate di massimo sei persone e composte da conviventi. Le trattative sugli aiuti economici dovrebbero portare la regione a ricevere l'equivalente di 8 sterline per ognuno dei suoi abitanti, per sostenere la campagna di test e e tracciamento e ulteriori 20 sterline a testa per supporto aziendale, lo stesso concesso in altre aree di livello 3, che equivale a circa 32 milioni di sterline in totale per la regione. Una cifra che potrà essere spesa con flessibilità dando sostegno alle aziende che più ne hanno bisogno. La prima regione messa in Tier 3 della nazione è stata Liverpool, poi alla lista sono state aggiunte Cheshire, Lancashire, South Yorkshire, Greater Manchester e infine Nottinghamshire. Nel terzo livello ci sono quindi in Inghilterra al momento 8,3 milioni di persone.

La battaglia del 'King in the North'

Greater Manchester è stata la zona più restia ad accettare il mini lockdown, e ha portato avanti una battaglia che è durata per dieci giorni, con il sindaco Andy Burnham che chiedeva maggiori aiuti economici. Il primo cittadino laburista è diventato il portavoce del malcontento nel nord dell'Inghilterra, ed è per questo stato denominato King in The North, come Jon Snow di Game of Thrones. Se il Lancashire aveva negoziato 30 milioni di sterline per il sostegno alle imprese e la regione della città di Liverpool aveva ricevuto 44 milioni di sterline, Burnham ne aveva chiesti inizialmente 90 poi nel corso dei giorni ha abbassato le pretese a 75 e infine a 65. Il governo non è stato disposto ad andare oltre i 60 e alla fine ha imposto il lockdown al sindaco ribelle, che comunque ha ottenuto un aiuto significativo, seppure inferiore a quello chiesto.

Le misure economiche

Per semplificare le cose il Cancelliere dello Scacchiere (il ministro delle Finanze), Rishi Sunak, ha presentato la scorsa settimana le nuove misure nazionali, che riguardano le zone a partire dal Tier 2, dove tra le altre cose è prevista la chiusura di pub e ristoranti alle 20 e divieto di tavolate con persone che non vivono assieme. Oltre ai soldi negoziati con le autorità locali a tutte le piccole attività costrette a chiudere per le nuove regole vengono dati fino a 2mila sterline al mese (con assegni retroattivi in caso abbiano dovuto chiudere ad agosto o settembre) e ai loro dipendenti vengono pagati dallo Stato i due terzi dello stipendio. Queste cifre poi possono aumentare nelle contrattazioni per le zone in mini-lockdown. Nottinghamshire ad esempio ha concordato 3mila sterline ad attività, mille in più.

Stipendi pagati dal governo

Sunak ha anche ridotto al 5% il contributo che un datore di lavoro deve pagare per lo stipendio nelle ore non lavorate di un dipendente, e ridotto al 20% i requisiti minimi di orario lavorativo per ottenere gli aiuti del governo. Questo significa che se un bar resta aperto pur lavorando poco, non licenzia un suo dipendente ma lo fa lavorare almeno un giorno a settimana su cinque, lo Stato gli pagherà uno stipendio del 67% di quello pieno.

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