Lunedì, 18 Ottobre 2021
Lavoro

L'aereo a guida autonoma scatena la protesta dei piloti europei

Airbus sta progettando un veivolo che avrebbe bisogno di un solo addetto in cabina di pilotaggio. Eca: "Rischi per la sicurezza"

Un aereo con due piloti in cabina. Di cui, e qui sta la novità, solo uno in carne e ossa: l'altro sarà frutto delle più avanzate tecnologie di automazione. È questo il progetto che il colosso europeo (e mondiale) dell'aviazione, Airbus, sta portando avanti. E che potrebbe ricevere il via libera dell'Agenzia Ue per la sicurezza aerea l'Easa, per rivoluzionare il settore del trasporto civile, almeno per i voli a corto raggio. Una rivoluzione tecnologica, quella dell'aereo a guida autonoma di Airbus, che però non piace a piloti e personale di bordo, sia per gli inevitabili tagli al personale che comporterebbe, sia, sostengono i sindacati europei di categoria, per i rischi legati alla sicurezza.

Il progetto di Airbus

Come è noto, le attuali normative europee e internazionali prevedono che nella cabina di pilotaggio dei voli passeggeri debbano essere presenti almeno due piloti. Il velivolo di Airbus, società franco-tedesca con partecipazione pubbliche, oltre che di Berlino e Parigi, anche dello Stato spagnolo, prevede la possibilità di ridurre il lavoro dei piloti tramite un alto livello di automazione. In sostanza, ai comandi basterebbe un solo pilota, mentre il resto delle operazioni sarebbero automatizzate, al massimo con il supporto di emergenza a terra. Secondo i manager di Airbus, questi “voli autonomi” permetterebbero un ridotto consumo di carburante e garantirebbero una maggiore sicurezza: l’aumentata automazione, infatti, dovrebbe consentire al pilota di focalizzarsi sulle manovre strategiche più importanti.

Un portavoce del colosso con sede in Francia, fiore all’occhiello dell’industria europea, ha osservato che “da quando esiste l’aviazione civile, ogni generazione di velivoli è diventata sempre più automatizzata, e quest’automazione ha portato a un salto di qualità nell’efficienza e nella sicurezza”. “Il principio alla base delle operazioni a pilota singolo è che gli esseri umani prendano le decisioni strategiche, mentre l’automazione è lì come un supporto, permettendo ai piloti di concentrarsi più sulla gestione della missione piuttosto che sulle operazioni relative al velivolo”, ha aggiunto.

Approvazione del regolatore

Come riporta Euractiv, l'agenzia Ue per la sicurezza aerea, l'Easa, sta valutando la nuova tecnologia. Al vaglio dei regolatori europei, al momento, ci sono due scenari: le “operazioni a numero minimo esteso di equipaggio” e le “operazioni a pilota singolo”. Nel primo caso, un pilota occuperebbe la cabina di comando durante le parti meno critiche del volo (ad esempio la crociera), mentre l’altro riposa. Un simile schema, basato fondamentalmente sull’alternanza dei piloti alla plancia, sarà probabilmente usato per i voli a lungo raggio (ad esempio intercontinentali). Quanto al secondo scenario, a bordo sarebbe presente un solo pilota, anche durante le fasi critiche di decollo e atterraggio. In questo caso, il velivolo sarebbe dotato della tecnologia per volare “da solo” nei momenti in cui il pilota si allontana dalla cabina, ad esempio per usare i servizi. 

Il regolatore europeo ha identificato alcuni punti che devono essere risolti perché sia dato il via libera. Tra questi c’è naturalmente il caso in cui il pilota sia incapacitato, per il quale va verificata la capacità delle tecnologie in questione di gestire e correggere gli errori e di compensare l’eventuale stanchezza del pilota. Secondo Janet Northcote, portavoce dell’Easa, si tratta di un passaggio fondamentale “per garantire che il livello di sicurezza del trasporto aereo pubblico sia costantemente garantito, ferma restando la necessità di esplorare nuovi concetti di operazioni legati ai progressi umani e tecnologici”. 

Lo stesso direttore dell’Easa, Patrick Ky, aveva espresso mesi fa un cauto ottimismo verso il potenziale di una maggiore automazione: “E' sensato supporre di avere un solo pilota, anziché due, nella cabina di comando, mentre l’altro riposa, purché si implementino soluzioni tecniche che garantiscano, se il pilota dovesse addormentarsi o avere qualsiasi problema, che non ci siano condizioni d’insicurezza”, ha detto alla Reuters.

Associazioni dei piloti sulle barricate

Di diverso avviso i piloti e i loro sindacati, secondo cui i progetti di automazione ridurrebbero l’organico sui voli, senza riuscire a garantire quella creatività e il problem-solving umani nelle situazioni d’emergenza. Otjan de Bruijn, presidente dell’Eca (European cabin association, tra i principali sindacati europei dei piloti), sostiene che la sicurezza sarebbe a rischio: "Né il regolatore Ue, né i produttori hanno dimostrato come volare con meno piloti a bordo possa migliorare la sicurezza dei voli”. L'Eca ha dettagliato i motivi della propria contrarietà alle operazioni con equipaggio ridotto e pilota singolo in un documento pubblicato lo scorso luglio. 

De Bruijn ricorda in particolare un incidente avvenuto durante un volo British Airways nel 1990, nel quale la finestra della cabina di comando si ruppe e il pilota fu in parte risucchiato fuori dal velivolo. Quel pilota fu salvato grazie al resto dell’equipaggio, che lo tenne saldamente dall’interno dell’abitacolo per il tempo necessario al co-pilota per atterrare in sicurezza. Per quanto in modi solitamente meno sensazionali di questo, i piloti vengono in effetti incapacitati piuttosto spesso. In futuro, ha aggiunto, “non ci sarà un secondo pilota per salvare la situazione. I produttori vogliono sostituirlo con un operatore da terra, che però non può fornire lo stesso livello di sicurezza come un pilota umano a bordo”. Peraltro, continua de Bruijn, esiste il rischio di un cyber-attacco mirato a disabilitare tali sistemi automatizzati. Tutto sommato, conclude, “tutto va nella direzione di eliminare i piloti dalla cabina quale obiettivo meramente economico, per volare a costi sempre più ridotti”, ma a discapito della sicurezza complessiva del volo. 

Annette Groeneveld, presidente dell’Ecca (European cabin crew association), ha espresso simili timori, aggiungendo che una riduzione ulteriore dello staff delle linee aeree renderebbe più difficile anche identificare e gestire eventuali situazioni pericolose. Nonostante le linee aeree stiano da tempo tentando di ridurre lo staff e aumentare i passeggeri per tagliare i costi e aumentare i profitti, Groeneveld sostiene che “la sicurezza a bordo di un aereo dipende strettamente dal fattore umano”. 

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